Quattro milioni per salvare il Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
Quanto sta avvenendo in questi giorni in varie parti del Paese e anche in Emilia-Romagna, non solo rappresenta una preoccupante deriva ma viola i principi democratici, alimenta un’evidente caccia alle streghe
Il 14 febbraio, alle ore 18, al Santuario del Crocefisso di via Giuseppe Fabbri 414, monsignor Marino Vincenzi celebrerà una messa in memoria di monsignor Umberto Poli, nel decimo anniversario della sua scomparsa
La Giornata della Trasparenza si conferma anche quest’anno un appuntamento centrale per le amministrazioni pubbliche, rappresentando un’importante occasione di approfondimento, confronto e valorizzazione
Il 13 settembre 2024, sulla stampa locale, è apparso un articolo in cui si dava conto che i sindacalisti del Sappe, in seguito a tre aggressioni agli agenti di Polizia Penitenziaria avvenute a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, sarebbero insorti, definendo la situazione insostenibile e perciò sollecitando l’applicazione dell’art. 14 bis O.P., che prevede un regime di sorveglianza particolare per chi compromette l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.
Anzitutto, la Camera Penale Ferrarese e il suo Osservatorio Carcere esprimono solidarietà e vicinanza agli agenti rimasti feriti negli episodi violenti. Tuttavia, occorre tenere distinto il particolare dal generale.
Le singole manifestazioni violente devono essere segnalate, accertate e – se del caso – sanzionate dall’Autorità competente con gli strumenti processuali che l’ordinamento fornisce, senza che i giornali diventino strumento per sollecitare pene esemplari per ragioni di ordine pubblico e sociale. Il rischio, altrimenti, è perdere di vista il focus del problema, che è sistemico e ben più complesso.
L’innegabile insostenibilità della situazione carceraria ha ragioni profonde e coinvolge il sistema carcerario nel suo insieme, la cui risoluzione deve investire, a monte, lo stato di degrado nel quale i detenuti si trovano, già da tempo accertato in tutte le sedi opportune eppure ancora così nascosto dietro l’indifferenza della politica: la violenza reattiva è il portato diretto dello stato di frustrazione e di abbandono che investe tutti i soggetti che popolano il microcosmo carcerario, detenuti e operatori.
L’irriducibile dimensione afflittiva della pena detentiva non può degenerare in situazioni ambientali disumanizzanti come quelle di cui si legge quotidianamente, altrimenti il rischio è proprio quello di attribuire responsabilità alle vittime stesse del sistema. Un cortocircuito francamente non più sostenibile.
Camera Penale Ferrarese
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