Argenta
17 Settembre 2024
La testimonianza di Elisa Canazza, infermiera in servizio presso il Reparto di Cardiologia dell'ospedale Sant'Anna. Era in auto, fuori dallo stadio di Bando, quando suo figlio le ha telefonato per chiederle aiuto

Calciatore si sente male negli spogliatoi. “Ecco come lo abbiamo salvato”

di Redazione | 2 min

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Bando. “Mamma, corri al campo sportivo: un calciatore si è sentito male”. Lei, Elisa Canazza, infermiera in servizio presso il Reparto di Cardiologia dell’ospedale Sant’Anna, era in auto, appena fuori lo stadio di Bando e stava rientrando a casa dopo aver assisto al match di Seconda Categoria. Al telefono, il figlio Riccardo, giocatore dell’Ostellatese.

“La partita di calcio era finita e io stavo rincasando – spiega Elisa -, quando è arrivata la telefonata di mio figlio. Sono corsa immediatamente negli spogliatoi e ho visto questo signore sdraiato a terra e i ragazzi dell’Ostellatese che gli stavano praticando il massaggio cardiaco. Nel frattempo avevano anche già posizionato il defibrillatore automatico esterno (DAE). I compagni di squadra sono stati bravissimi e prontissimi. Quando sono arrivata – prosegue l’infermiera – li ho aiutati a recuperare il ritmo cardiaco; abbiamo prima praticato il massaggio e quando il ritmo del cuore del calciatore si è stabilizzato l’abbiamo messo in posizione di sicurezza”.

Da lì a poco è arrivata sul posto prima l’ambulanza e poi l’eliambulanza da Bologna, il cui personale sanitario a bordo ha proseguito le manovre e, una volta stabilizzato, ha trasportato il paziente all’ospedale di Cona dove è stato ricoverato.

“Una volta che il ragazzo è stato stabilizzato e il tracciato era sufficientemente stabile – evidenza Canazza – sono rientrata a casa sapendo di ritrovarlo, la mattina successiva, qui nell’Unità Operativa dove lavoro”.

“Ancora una volta – termina l’infermiera – volevo sottolineare la prontezza che hanno avuto i ragazzi dell’Ostellatese ad intervenire subito col massaggio cardiaco, perché sono stati in grado di riconoscere il problema e pronti ad applicare subito il Dae. Voglio fare veramente tanti complimenti a questi ragazzi perché è importante che dove si svolge un’attività sportiva, soprattutto agonistica, ci siano sempre la presenza di un Dae e di persone competenti che sappiano come intervenire”.

“Appena arrivato – spiega il professor Gabriele Guardigli, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia del Sant’Anna – il paziente è stato sottoposto ad angioplastica. Ora le sue condizioni di salute sono stabili. La prognosi rimane riservata”.

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