Cronaca
17 Settembre 2024
Iniziata ieri (16 settembre) la fase dibattimentale. Alla sbarra c'è un 57enne italiano accusato di maltrattamenti in famiglia per fatti avvenuti tra il 2022 e il 2024

Pugni e sputi alla compagna. Si apre il processo per un ex poliziotto

di Davide Soattin | 2 min

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È iniziato ieri (lunedì 16 settembre) il processo che vede alla sbarra un 57enne italiano con un passato, remoto, nella Polizia di Stato, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna, adesso parte civile nel procedimento, assistita dall’avvocato Stefania Guglielmi.

I fatti – secondo l’accusa – sarebbero avvenuti in città, tra il 22 febbraio 2022 e il 26 gennaio scorso, quando la convivenza tra i due finisce per essere condizionata dall’atteggiamento aggressivo e possessivo di lui, sfociato spesso in violenze, fisiche e verbali, e umiliazioni.

E il 57enne non sarebbe nuovo ad atteggiamenti oltre le righe. Il suo passato parla di due precedenti importanti: una condanna a un anno e dieci mesi per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e a sei mesi per lesioni personali.

Stando all’impianto accusatorio, l’uomo si sarebbe reso responsabile di aver aggredito la parte offesa con schiaffi e calci, anche di fronte ad altre persone. Le avrebbe inoltre lanciato addosso alcuni oggetti e l’avrebbe spiata sia sul cellulare che durante i suoi spostamenti quotidiani.

In particolare, il 22 febbraio 2022 si registra che il 57enne, in preda all’ira, avrebbe colpito la vittima con schiaffi al volto e calci alle gambe, provocandole ferite giudicate guaribili in cinque giorni. Poi, nella stessa circostanza, le avrebbe anche sputato in faccia, prima di chiuderla fuori al freddo in balcone, e allontanarsi da casa dopo essersi impossessato del suo telefono.

Il 30 ottobre invece, dopo altri episodi di minacce, schiaffi al volto e offese, l’avrebbe colpita con un pugno sull’occhio e calci alle gambe, mentre – in un’altra occasione – le avrebbe storto il pollice al punto da procurarle una prognosi di 15 giorni.

L’inferno sarebbe proseguito fino allo scorso 26 gennaio quando, sfinita e mortificata di dover subire ingiurie e continue vessazioni per ore e ore, la donna si sarebbe chiusa in bagno, rannicchiata su sé stessa, trovando la forza di chiedere l’aiuto agli agenti della Polizia di Stato.

Per quei fatti, dopo gli accertamenti eseguiti dagli inquirenti, il pm Ciro Alberto Savino aveva disposto la misura dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare per l’uomo, che ora deve difendersi dalle pesanti accuse mosse nei suoi confronti.

Si torna in aula il 17 dicembre, quando sarà sentita la presunta vittima.

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