Calderoni: “La Pac non tutela gli agricoltori”
"La relazione della Corte dei conti europea conferma ciò che denunciamo da tempo: la riforma della Pac non tutela né il reddito degli agricoltori né il futuro del settore", spiega Stefano Calderoni
"La relazione della Corte dei conti europea conferma ciò che denunciamo da tempo: la riforma della Pac non tutela né il reddito degli agricoltori né il futuro del settore", spiega Stefano Calderoni
Durante il Consiglio comunale di mercoledì 11 febbraio è stato trattato il tema dell’edilizia scolastica, con un focus sulla realizzazione del nuovo polo per l’infanzia di via De Chirico
Dal 9 febbraio sono partiti i lavori presso l’area del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Mazzolani Vandini” di Argenta
Presso i locali del Liceo Artistico "Dosso Dossi" di Ferrara, si è riunita la giuria incaricata di selezionare i bozzetti per i quattro Palii dell'edizione 2026
Un pomeriggio di ascolto, emozione e consapevolezza quello vissuto sabato 7 febbraio a Casa Cini, dove si è svolto l’incontro dedicato alla donazione di organi e tessuti promosso da Aido in collaborazione con i professionisti delle Aziende sanitarie ferraresi
Il 15 settembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la consapevolezza sul linfoma con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di questa patologia. Anche i professionisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara si trovano in prima linea nella lotta a questi tumori che colpiscono il sistema immunitario.
“L’incidenza di queste patologie sul territorio ferrarese – commenta il professor Antonio Cuneo, direttore dell’Unità Operativa di Ematologia del Sant’Anna di Ferrara – è pari a circa 90 nuovi casi all’anno e presso il Reparto che dirigo vengono seguiti periodicamente circa 1500 pazienti affetti da tale patologia. Il paziente con sospetto linfoma accede rapidamente e, se necessario, direttamente ai nostri servizi in modo da garantire un immediato avvio del processo diagnostico secondo protocolli predefiniti. Questo avviene in stretta collaborazione con la Chirurgia, l’Anatomia Patologica e i laboratori specialistici di citofluorimetria e citogenetica molecolare dell’Ematologia e con la Radiologia e la Medicina Nucleare per una rapida stadiazione che ci consente di determinare il tipo di linfoma e la sua estensione. Le terapie, precedute da una consulenza nell’ambulatorio specialistico vaccinale e, se indicato e/o possibile, da misure di preservazione della capacità procreativa, vengono preparate da personale esperto della farmacia ospedaliera e somministrate in degenza o in Day Hospital sotto la supervisione di infermieri e medici. Tutti i reparti del Sant’Anna di Ferrara forniscono consulenze specialistiche mirate in caso di complicanze. La strategia terapeutica viene illustrata al paziente e ai famigliari e viene fatto ogni sforzo per adattare il programma di cura alle esigenze personali. Le moderne terapie che utilizzano il sistema immunitario, incluse le cellule Car-T e i moderni anticorpi monoclonali bispecifici, vengono utilizzate sotto la supervisione di medici dedicati nell’ambito di un programma clinico specifico. Durante il periodo in cui il paziente è in trattamento vengono gestite le eventuali complicanze mediante accesso diretto al Day Hospital dell’Ematologia. Al termine della terapia viene effettuata la valutazione della risposta (ristadiazione) e vengono pianificate le successive visite periodiche di controllo”.
I LINFOMI sono tumori causati dalla proliferazione incontrollata di linfociti, ovvero cellule che normalmente ci difendono dalle infezioni. Nel caso dei linfomi queste cellule acquisiscono mutazioni genetiche che determinano la loro crescita incontrollata nei linfonodi e, talora, in altri organi. I linfomi si suddividono in due grandi gruppi: il linfoma di Hodgkin ed il linfoma non-Hodgkin. Entrambe le forme si manifestano con ingrandimento dei linfonodi e a volte con sintomi quali febbre duratura, dimagrimento significativo, sudorazione notturna profusa, prurito intenso.
Nel linfoma di Hodgkin le moderne terapie sono incentrate sull’impiego della chemioimmunoterapia e, quando indicato, di agenti biologici che possono essere utilizzati prima o dopo il trapianto di midollo autologo. Nei pazienti affetti da questa patologia la guarigione si ottiene in un’elevata percentuale di casi.
Nei linfomi non-Hodgkin i trattamenti di prima linea (chemioimmunoterapia) e, se necessario, di seconda linea con terapie cellulari (trapianto di midollo, Car-T cells) o biologiche (anticorpi monoclonali bispecifici di ultima generazione) hanno percentuali elevate di successo, variabili nelle diverse forme istopatologiche.
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