Argenta
22 Agosto 2024
L'uomo è stato arrestato e nei suoi confronti è stata ripristinata la misura della detenzione domiciliare. È accusato di furto pluriaggravato e detenzione di armi e munizioni da guerra per il 'saccheggio' della pattuglia dello scorso febbraio

Ai domiciliari per il furto delle armi ai carabinieri, lo trovano al bancomat

di Davide Soattin | 2 min

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Argenta. Agli arresti domiciliari con l’accusa di furto pluriaggravato e detenzione di armi e munizioni da guerra per aver rubato, lo scorso febbraio, le mitragliette M12, 180 proiettili e due ‘bastoni’ tonfa ai carabinieri, lo hanno trovato allo sportello bancomat, mentre stava prelevando denaro e gli hanno nuovamente messo le manette.

Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di martedì 20 agosto, quando lui, 65enne pregiudicato di Argenta, è uscito di casa incurante della misura emessa nei suoi confronti. A sorprenderlo sono stati i carabinieri che, circa un’ora prima, lo avevano trovato regolarmente all’interno della sua abitazione, durante il ‘classico‘ controllo di rito.

Dopo averlo arrestato, il sostituto procuratore di turno ne ha disposto la liberazione e – contestualmente – il ripristino della misura degli arresti domiciliari.

L’uomo – si diceva – era stato fermato, nei mesi scorsi, come indiziato di delitto per il furto dell’equipaggiamento a una pattuglia dei carabinieri, mentre erano impegnati a sedare una lite in famiglia a San Nicolò. Una parte della refurtiva era stata recuperata in un canale, mentre una mitraglietta M12 e i 180 proiettili non sono più stati trovati.

L’ipotesi è che siano stati rubati per un ‘semplice’ dispetto, gettati nell’immondizia e poi andati distrutti durante le operazioni di smaltimento dei rifiuti.

Per individuare il materiale mancante – la M12 e i 180 proiettili – e trovare l’autore del furto erano stati messi in campo circa 800 militari tra comando provinciale dei carabinieri di Ferrara, del Reparto Anticrimine del Ros, del Nucleo Subacquei di Genova, del Nucleo Cinofili e del Gruppo Forestale di Bologna. A loro si erano aggiunti circa 150 uomini dei vigili del fuoco e del nucleo di protezione civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ferrara. Erano stati perlustrati inoltre 172 casolari e capannoni abbandonati, dragati oltre 20 corsi d’acqua, in un’area complessiva di circa 22 chilometri quadrati. Erano state svolte anche più di 39 perquisizioni in tutta la provincia e, in particolare, nel territorio di Argenta.

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