Economia e Lavoro
31 Luglio 2024
La sezione ferrarese sarà davanti a palazzo Giulio d'Este mentre a Roma si terrà una manifestazione nazionale

Il sindacato dei lavoratori di polizia della Cgil in presidio davanti alla prefettura

di Redazione | 2 min

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“Nonostante le continue proteste degli ultimi mesi da parte di Fp Cgil e Silp Cgil e le critiche sollevate anche dai sindacati dei militari, il Governo continua a mostrare un totale immobilismo nel rinnovo del contratto per le forze di polizia e le forze armate”. È con queste parole che le sigle della Cgil ricordano la manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 31 luglio ma anche il presidio che si terrà a Ferrara davanti alla prefettura dalle 9.30 alle 11.30. 

“Gli incontri sinora svolti – continuano – non hanno portato ad alcun progresso tangibile. È evidente che l’attuale Governo, nonostante i proclami e le promesse, non ha la volontà di rispondere concretamente alle legittime richieste delle lavoratrici e dei lavoratori nel settore della sicurezza e della difesa”.

La situazione nazionale, definita “critica”, si somma a quella ferrarese che non sarebbe da meno e anche per questo le sezioni ferraresi hanno deciso per una mobilitazione davanti a palazzo Giulio d’Este dopo la quale saranno ascoltati dal prefetto Massimo Marchesiello.

Chiedono: garanzie di risorse economiche per un contratto dignitoso che permetta il recupero del potere d’acquisto per le donne e gli uomini in divisa; un piano straordinario di assunzioni per aumentare gli organici del personale operante nei molteplici servizi di sicurezza svolti dalle forze di polizia e militari; un miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita per contrastare il preoccupante fenomeno dei suicidi tra i lavoratori occupati nei settori comparti sicurezza e difesa; la garanzia di una pensione dignitosa e l’attivazione della previdenza complementare per garantire un futuro sicuro ai lavoratori.

“Il Governo – affermano nel comunicato -, pur vantandosi di essere vicino alle forze dell’ordine e alle forze armate, dimostra di essere sordo alle legittime richieste avanzate dalle lavoratrici e dai lavoratori: salario equo, diritti tutelati, previdenza protetta, tutela della salute e della sicurezza sul lavoro per la dignità di ogni operatore”.

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