Spetterà al Tribunale del Riesame decidere o meno se scarcerare – come richiesto dal suo legale difensore – Aissa Moncef, il 57enne di nazionalità tunisina che, lo scorso 17 giugno, su ordine del gip del tribunale di Ferrara, è stato arrestato e portato nel carcere di via Arginone con l’accusa di tentata estorsione continuata nei confronti di un cittadino ferrarese.
I fatti finiti sotto inchiesta sarebbero iniziati lo scorso marzo e sarebbero proseguiti per cinque mesi, fino a quando – tramite gli accertamenti e l’analisi di telecamere che avevano ripreso i vari episodi finiti sotto la lente degli inquirenti – i carabinieri sono riusciti a identificare il 57enne Moncef, ritenuto responsabile di comportamenti che lo hanno fatto finire nei guai.
Tutto ha avuto inizio quando la presunta vittima, improvvisamente, avrebbe iniziato a ricevere insistenti telefonate dal tono minaccioso da parte di un uomo che pretendeva il pagamento di un debito, a suo dire contratto dalla ex fidanzata del ferrarese, probabilmente per l’acquisto di dosi di sostanza stupefacente.
Inizialmente, il cittadino ferrarese non aveva dato peso alle richieste e, nonostante l’insistenza, aveva deciso di non rispondere più alle telefonate. Ma la situazione era peggiorata col passare delle settimane, quando il tenore delle minacce era iniziato a cambiare.
Dapprima, nel mese di aprile, Moncef si era presentato nell’attività del ferrarese e, dopo aver minacciato una dipendente, aveva minacciato anche il fratello dell’uomo sempre con l’obiettivo di convincerlo a pagare il presunto debito contratto dalla sua ex ragazza.
E lo stesso avrebbe fatto anche nei mesi successivi: a maggio aveva nuovamente minacciato il fratello del ferrarese, con quest’ultimo che, a giugno, dopo essere finito faccia a faccia con Moncef, aveva da lui personalmente subito altre minacce e pressioni.
Il suo avvocato, nei giorni scorsi, ha presentato le carte per chiedere la scarcerazione. A concederla o meno, prossimamente, saranno i giudici del tribunale del Riesame.
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