Cronaca
27 Luglio 2024
A finire nei guai erano stati quattro detenuti, inizialmente accusati in concorso di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione. I fatti contestati risalivano tra l'1 e il 25 febbraio

Introdussero un microtelefono in carcere. Tutti assolti

di Davide Soattin | 2 min

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Sono stati tutti assolti i quattro detenuti finiti inizialmente nei guai con l’accusa di aver utilizzato un microtelefono cellulare per comunicare con l’esterno, introdotto illegalmente da uno di loro.

I fatti contestati erano avvenuti – secondo la Procura di Ferrara – tra l’1 e il 25 febbraio 2021 nel carcere di via Arginone.

A finire nei guai, accusati in concorso di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, un 30enne di nazionalità marocchina, un 34enne di origini dominicane (attualmente libero), un italiano di 54 anni e un 34enne tunisino (ora a Bologna).

Ieri però, venerdì 26 luglio, il giudice Giuseppe Palasciano li ha ritenuti innocenti. Il primo – da cui era partita l’indagine – per speciale tenuità del fatto, gli altri tre restanti perché il fatto non sussiste.

La scoperta era infatti arrivata dopo una perquisizione della polizia penitenziaria a carico del detenuto di origini marocchine. Nella sua cella, gli agenti di Polizia Penitenziaria gli avevano trovato il telefono con cui, dal 17 al 25 febbraio 2021, aveva effettuato 89 chiamate e inviato 508 messaggi alla moglie.

Stesse contestazioni, si diceva, erano state avanzate anche al detenuto originario della Repubblica Dominicana che, secondo la pubblica accusa, avrebbe effettuato 23 chiamate e inviato 19 messaggi a suoi due cugini, dall’1 al 20 febbraio.

Il telefono sarebbe poi stato passato in altre mani, quelle del 54enne italiano che, il 3 febbraio, avrebbe telefonato in due occasioni al fratello, mentre il 34enne tunisino, pochi giorni più tardi, il 9 febbraio, avrebbe inviato un messaggio alla sorella.

Quelle telefonate e quegli sms ‘proibiti’ non erano passati inosservati agli inquirenti ed erano finiti al centro di un processo in tribunale a Ferrara, ma alla fine è arrivata la sentenza di assoluzione per tutti e quattro, difesi dagli avvocati Massimo Bissi, Giampaolo Remondi e Salvatore Mirabile.

Le motivazioni della sentenza sono attese entro 90 giorni.

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