Attualità
20 Luglio 2024
Provengono da 16 nazioni del mondo. Ieri l'incontro nella residenza municipale di Ferrara nell'ambito del progetto Youth Exchange Program

Accolti dal vicesindaco Balboni i ragazzi del “Campo Emilia Lions”

di Redazione | 2 min

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Vengono da 16 diverse nazioni di tutto il mondo i 23 ragazzi che nella mattinata di ieri, 19 luglio, sono stati accolti, nella residenza municipale di Ferrara, dal vicesindaco Alessandro Balboni.

Il gruppo partecipa all’iniziativa benefica dei Lions dal nome “Campo Emilia” e quest’oggi è giunto in città per visitarne i luoghi più simbolici, fra cui il Palazzo municipale.

Il plauso del vicesindaco Balboni è andato ai rappresentanti del Lions Club per aver organizzato questa iniziativa, che dimostra la sensibilità e l’attenzione ai temi sociali da parte dell’associazione.

“Il Campo Emilia Lions, che rientra bel progetto Youth Exchange Program, – spiega Marco Tioli, direttore del Campo Emilia – è il fiore all’occhiello del distretto Lions 108Tb. Ragazzi provenienti da tutto il mondo si ritrovano, dopo un periodo di ospitalità in famiglia, a condividere per 10 giorni un’esperienza di vita comune, inclusività e condivisione della propria cultura. Nello specifico il Campo Emilia Lions si fa promotore dell’inclusività verso ragazzi e ragazze ciechi o ipovedenti ospitando ogni anno giovani con disabilità visiva provenienti dall’Italia e dall’estero. Questo progetto ha il patrocinio anche dell’Unione Italiana Ciechi Emilia Romagna. Quest’anno ospitiamo 23 ragazzi provenienti da 16 nazionalità diverse nella cornice di Carpi, facendo vivere loro ogni giorno esperienze uniche ed emozioni indimenticabili”.

“Sono molto contento del Campo Emilia – aggiunge Giorgio Ferroni Immediato Past Governatore del Distretto Lions 108 Tb – perché mette in evidenza l’internazionalità della nostra associazione ed è un campo dove i ragazzi vengono per vivere un’esperienza di leadership e di crescita con tutti i ragazzi di tutte le parti del mondo. Inoltre è un progetto inclusivo che coinvolge ragazzi ipovedenti che così riescono tutti insieme a fare esperienze di crescita personale”.

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