Politica
11 Luglio 2024
Bonaccini: “Rischia di spaccare il Paese su pilastri come sanità e istruzione, per questo va cancellata”

Autonomia differenziata. L’E-R vuole il referendum abrogativo

di Redazione | 3 min

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Nel corso del lungo dibattito, in gran parte con voto elettronico su ordini del giorno e emendamenti – 1307 quelli presentati da Lega, Rete Civica, Gruppo Misto e Gruppo Indipendente – il centrosinistra e Movimento 5 Stelle hanno sostenuto l’importanza del referendum contro una riforma di cui hanno sottolineato gli aspetti profondamente negativi per la tenuta della coesione sociale e il conseguente rischio di aumento delle differenze fra le aree più ricche e quelle più fragili del Paese.

Opposta la posizione del centrodestra, che ha accusato il centrosinistra di incoerenza per aver sostenuto in un primo tempo  l’autonomia differenziata salvo poi chiederne ora l’abolizione. “Questa è una bufala, la proposta dell’Emilia-Romagna era diversa e mirava a migliorare la qualità della vita dei cittadini”, è stata la replica del Pd.

“Con una maratona di 24 ore d’aula per superare l’ostruzionismo della destra – sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – l’Assemblea legislativa della nostra Regione, dopo quella della Campania di lunedì, ha appena votato due quesiti referendari per cancellare la proposta sbagliata e divisiva del Governo e, in subordine, per stabilire che prima di devolvere qualsiasi funzione, il Parlamento e il Governo debbano definire e finanziare i Livelli essenziali delle prestazioni per tutto il Paese”.

Via libera dell’aula “su iniziativa congiunta di Pd, Europa verde, Emilia-Romagna coraggiosa, Italia viva, Lista Bonaccini presidente e Movimento 5 stelle”.

“L’Emilia-Romagna ha sempre sostenuto ogni processo di decentramento che avvicinasse le decisioni ai cittadini e ai territori – prosegue Bonaccini – ma dentro un quadro chiaro di unità dell’Italia e in una logica di solidarietà e uguaglianza dei diritti. La legge Calderoli, che non mette un euro sei Lep e prevede invece che in molte materie si possa procedere all’autonomia differenziata senza alcuna garanzia di equità territoriale, rischia di spaccare ulteriormente il Paese su pilastri essenziali quali la sanità e l’istruzione. Per questo va cancellata”.

“Dopo Emilia-Romagna e Campania, nelle prossime settimane saranno chiamate a pronunciarsi anche le altre Regioni e Toscana, Puglia e Sardegna hanno già annunciato la propria adesione a questa iniziativa. Col voto di cinque Consigli regionali – chiude il presidente della Regione – sarà dunque possibile chiedere l’indizione del referendum, in analogia a quanto ha già fatto il Comitato promotore nazionale la scorsa settimana a Roma”.

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