Attualità
21 Giugno 2024
Intervento di Dario Alba, segretario generale della Flai-Cgil di Ferrara sui fatti di Latina

I Satnam Singh di Ferrara

di Redazione | 3 min

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di Dario Alba*

Da mercoledì non si parla altro che del bracciante di 31 anni morto in provincia di Latina: Satnam Singh, ma siamo così sicuri che quanto successo a Borgo Santa Maria non ci riguardi da vicino?

Il 15 settembre 2011 tra Portomaggiore e Argenta, proprio in un’azienda agricola che ha sede legale a Latina, Florian Badea, 49enne romeno è stato accoltellato ed è morto al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna, lite sfociata poiché una donna intendeva scioperare per le condizioni di lavoro e abitative indegne.

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Yaya, ottobre 2021, bracciante morto schiacciato a Interporto, per arrotondare lo stipendio oltre al lavoro nelle campagne faceva i turni notturni nel settore logistica.

Lavoratori sfruttati tra ferrarese, ravennate e Veneto, aprile 2022, tre arrestati. Si sospetta un vasto cento giovani pakistani. In manette 3 persone.

Luglio 2022, Portomaggiore: Caporalato in agricoltura altri 4 sfruttatori denunciati dai Carabinieri.

Storie che emergono a partire dalla morte per accoltellamento del 49enne Badea e che arriva fino ai giorni nostri, chissà quante storie di invisibili sono trascorse e passate sotto i nostri occhi senza emergere.

L’economia italiana per tanti versi ruota intorno a tante storie di sfruttamento, di mancato rispetto delle regole basilari della sicurezza sul lavoro, ma l’opinione pubblica e la politica – forse – se ne accorgono solamente quando ci scappa il morto.

Possiamo dircelo, forse, ci fa comodo avere schiavi “invisibili” che trascorrono intere giornate sotto il sole cocente, sfruttati dal sistema del caporalato e pagati una miseria per raccogliere e coltivare frutta e verdura che poi arriva sulle nostre tavole.

La vita dei braccianti agricoli stranieri che vivono in Italia è un vero inferno. Non sono soltanto costretti a ritmi di lavoro disumani.

Un mondo che la politica, ha osservato senza far nulla, anzi nessuno ha mai pensato di cancellare quella empietà della legge Bossi-Fini, un Paese in cui chi si è insediato al governo ha pronunciato come prime parole: “Il nostro motto sarà ‘non disturbare chi vuole fare’. Chi fa impresa va sostenuto e agevolato, non vessato”; e ai lavoratori chi ci pensa? Quelli possiamo sfruttarli e magari qualcuno “indisturbato” può anche schiavizzarli.

Senza andare lontano, lo stesso Comune di Ferrara nell’aprile scorso, dopo lunghi mesi e tanti incontri, solo con le associazioni datoriali, produce il protocollo “Sistema Agricoltura Ferrara”, tra i punti e le azioni da intraprendere, lavoro agricolo e contrasto al caporalato. Tutto ciò senza mai coinvolgere le Organizzazioni Sindacali, proprio quelle, che da sempre si occupano della tutela dei lavoratori, contrastano e denunciano costantemente l’intermediazione illecita di manodopera sul nostro territorio.

Ad ogni modo crediamo che sia proprio vero come diceva Enrico Mentana, in Italia esistono due tipi di razzisti: quelli che non vogliono gli immigrati in generale e quelli che li vogliono per utilizzarli nei lavori che non vogliamo più fare; e aggiungo “sfruttandoli”, cosa che ormai noi come organizzazione denunciamo da anni.

Siamo certi e consapevoli che c’è carenza di manodopera nel settore primario, ma fin quando continueremo a pagare le persone con dei salari poco dignitosi e, continueranno ad accadere fatti come quello di Latina, che mettono in cattiva luce un intero settore – colpendo maggiormente chi le regole le rispetta – sicuramente il problema non lo risolveremo, ma evidentemente ci fa comodo così.

Detto ciò, in mezzo al silenzio assordante delle campagne e a tanta omertà come sindacato proviamo tanto dolore che ci spinge ancor più nella nostra lotta quotidiana. In conclusione ripropongo la domanda: siamo proprio certi che quanto successo in provincia di Latina non ci riguardi da vicino?

*segretario generale della Flai-Cgil di Ferrara

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