Portomaggiore
19 Giugno 2024
Le vittime si chiamavano Muhammad Shahbaz (35 anni) e Ali Babar (39 anni). Il cordoglio di Silvia Salvi: "L'unico pensiero è per le famiglie dei nostri dipendenti a cui va il nostro più profondo cordoglio"

Braccianti agricoli morti. Salvi: “Increduli. Alle famiglie tutto il nostro supporto”

di Davide Soattin | 2 min

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Portomaggiore. Si chiamavano Muhammad Shahbaz (35 anni) e Ali Babar (39 anni) le due persone di nazionalità pachistana che, nel pomeriggio di lunedì 17 giugno, hanno perso la vita nel tragico incidente stradale mentre si trovavano, insieme ad altre cinque persone rimaste ferite, a bordo della Opel Zafira che è uscita autonomamente di strada, finendo nel canale che scorre a lato della strada provinciale San Carlo Trava, pochi chilometri prima del centro abitato di Portoverrara.

Stando a quanto si apprende, fino alla scorsa settimana, i sette erano tutti impiegati nello svolgimento di lavori di pulizia da erbe infestanti negli impianti di Salvi Vivai e lunedì pomeriggio, dopo aver smontato dal primo turno mattutino, stavano rientrando a casa. Il 35enne che, diversamente dalle notizie iniziali, era alla guida del veicolo, era un operaio qualificato e lavorava da Salvi Vivai da quattro anni, mentre il 39enne era un bracciante agricolo e da due anni prestava servizio per la società agricola ferrarese.

Uno dei due è deceduto tra le lamiere a seguito dello schianto, probabilmente annegato, mentre l’altro ha perso la vita in ambulanza, durante il trasporto in ospedale, a causa delle ferite riportate.

“Siamo ancora increduli e profondamente scioccati dall’immane tragedia che ci ha colpito. In questo momento però l’unico pensiero è per le famiglie dei nostri dipendenti a cui va il nostro più profondo cordoglio e a cui non mancheremo di far avere tutto il supporto possibile” commenta Silvia Salvi, socia amministratrice di Salvi Vivai.

La Procura di Ferrara non disporrà né autopsia sul corpo dell’autista né una consulenza cinematica per ricostruire la dinamica dell’incidente, dal momento che non sembrerebbero esserci dubbi nell’attribuire a un colpo di sonno improvviso la causa del sinistro mortale. Di conseguenza, col decesso dell’autista, unica persona su cui potevano essere avviati accertamenti per indagare eventuali responsabilità penali, gli uffici di via Mentessi non dovrebbero nemmeno aprire un’inchiesta per quanto accaduto.

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