Dopo la Nidil-Cgil, anche il mondo della politica interviene sul futuro delle lavoratrici ausiliarie dei Servizi Educativi del Comune di Ferrara.
È il caso di Davide Nanni, consigliere del Partito Democratico, che sottolinea come, il 24 maggio scorso, lo stesso Comune abbia “pubblicato l’esito della gara pubblica bandita per affidare il servizio di somministrazione lavoro a un unico operatore economico, naturalmente esterno, per un importo complessivo di 4.576.000 euro. In gioco c’è il futuro di 33 lavoratrici ausiliarie che da anni operano presso i nidi e le scuole d’infanzia comunali, garantendone l’apertura e il corretto funzionamento, nonché di altre unità attualmente in comando presso vari servizi della pubblica amministrazione locale”.
“La gara – prosegue il consigliere dem – è stata vinta regolarmente dall’agenzia Adecco Italia Spa, un colosso del settore che dovrebbe subentrare alla napoletana Tempi Moderni e riassumere il personale storico in base alla clausola sociale inserita nel capitolato di appalto. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo perché si apprende dalla stampa locale e dal sindacato che l’aggiudicazione del servizio al vincitore, ad oggi, non è ancora formalmente completata. Una procedura che ormai va avanti da quasi nove mesi, un vero parto: la gara è stata bandita il 27 settembre scorso ed ha subito diversi stop&go. Quanto dovranno ancora aspettare e penare le lavoratrici ausiliarie dei servizi educativi e le loro famiglie, per vedere riconosciuto l’elementare diritto a un lavoro stabile e dignitoso?”
Nanni aggiunge: “È importante ricordare che molte di loro non potranno beneficiare di paga nei mesi estivi, nemmeno della disoccupazione perché in parte assunte dall’agenzia uscente. Perché lasciarle in questo limbo, senza nemmeno una corretta e puntuale informazione da parte dell’Ente pubblico per cui hanno sempre lavorato? Lo chiediamo al sindaco Alan Fabbri che nella sua efficace campagna elettorale ha affermato più volte che il lavoro sarà la sua ossessione per i prossimi cinque anni. Se lo crede veramente, sblocchi subito la procedura oppure faccia la cosa che noi, da sempre, riteniamo più opportuna: utilizzare gli strumenti previsti dalla “Legge Madia” e dal D.l. n. 44/2023 per stabilizzare direttamente chi lavora da anni nei servizi educativi comunali”.
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