Nordio a Ferrara spinge il sì alla riforma della giustizia
L’arrivo in città del ministro della giustizia Carlo Nordio si preannunciava come un momento cruciale per il fronte del sì in vista dell’imminente voto referendario. E di fatto così è stato
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La terza sezione della Corte d'Appello di Bologna ha rigettato il ricorso proposto dalla procura di Ferrara contro la sentenza di assoluzione in primo grado di tutti e quattro gli imputati nel processo per i lavori allo stadio Paolo Mazza
Sono diverse decine di persone quelle che ieri sabato 21 febbraio si sono radunate pacificamente fuori dal carcere di Ferrara esponendo striscioni e chiedendo la liberazione degli arrestati - indagati per associazione con finalità di terrorismo - e denunciando quella che definiscono una “criminalizzazione della solidarietà” verso il popolo palestinese
Un incendio si è sviluppato attorno alle 12 in via Maffino Maffi, a Ferrara, all’interno di uno stabile abbandonato che risulterebbe essere utilizzato come rifugio da alcune persone senza dimora
Notte di tensione a Lido di Spina, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Comacchio, supportati dai colleghi della Stazione di Porto Garibaldi, hanno dovuto bloccare un uomo in forte stato di alterazione
Dal primo giugno apre a Ferrara lo Spazio Antonioni: il nuovissimo museo propone al grande pubblico e agli appassionati un viaggio nell’universo intellettuale e creativo di uno dei padri della cinematografia moderna.
«Poeta del nostro mondo che cambia» (Martin Scorsese), «pittore dello schermo» (Wim Wenders), Michelangelo Antonioni è uno dei maestri del cinema che è «sceso più in profondità nell’indagine dei sentimenti» (Akira Kurosawa). Il suo sguardo raffinato e innovatore, capace di creare atmosfere e trasfigurare le inquietudini della realtà contemporanea, ha affascinato generazioni di cineasti e ha anche stabilito un fitto dialogo con le arti figurative di ieri e di oggi.
Spazio Antonioni invita a riscoprire l’originalità e l’attualità dell’opera del grande regista ferrarese. Il progetto, a cura di Dominique Païni già direttore della Cinémathèque Française, è stato sviluppato, su input di Vittorio Sgarbi e in sinergia con la moglie Enrica Fico Antonioni, dal Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte. L’idea portante è quella di creare un museo vivo, un luogo di formazione e di scoperta, dove esplorare le preziose testimonianze del lavoro di Antonioni e approfondire i molteplici nessi con artisti, registi, intellettuali che l’hanno ispirato o che continuano a trarre nutrimento dal maestro.
I due piani completamente ridisegnati dell’ex Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari ospitano una selezione dello straordinario fondo di oggetti e documenti che il regista stesso e sua moglie hanno affidato al Comune di Ferrara. Costituito da oltre 47.000 pezzi, l’Archivio Antonioni è stato oggetto di un ambizioso progetto di valorizzazione realizzato grazie alla Regione Emilia-Romagna ed è una testimonianza unica dell’orizzonte estetico ed intellettuale del regista, che permette di addentrarsi nel suo cinema e, più in generale, in tutta la sua attività, anche quella critica, letteraria e artistica: film, manifesti, sceneggiature, fotografie, disegni e dipinti di Antonioni, i suoi libri e i suoi dischi, i premi e l’epistolario intrattenuto con i maggiori protagonisti della vita culturale del secolo scorso (da Roland Barthes a Umberto Eco, da Federico Fellini ad Andrej Tarkovskij). Questo prezioso patrimonio è arricchito dalla visione delle sequenze dei film di Antonioni e dal confronto con opere visive che le hanno ispirate, a partire dal lavoro di maestri italiani come Giorgio Morandi, Filippo de Pisis o Alberto Burri.
Il percorso museale si sviluppa cronologicamente ripercorrendo le stagioni del cinema di Antonioni lungo tutto il secondo Novecento: dagli esordi nell’ambito del neorealismo al superamento di questa stagione con i film di cui è protagonista Lucia Bosè, fino alla “trilogia della modernità” legata a Monica Vitti (L’avventura, L’eclisse, La notte), quindi l’avvento del colore ne Il deserto rosso, e poi “la conquista del West” con le pellicole angloamericane testimoni dell’esplosione della cultura pop e hippy – Blow Up e Zabriskie Point –, e l’evasione africana in Professione: reporter, per concludere con “il ritorno in Italia” e le opere che recuperano il legame con le radici. Un capitolo a parte è riservato alla produzione pittorica del regista e agli spettacolari paesaggi onirici delle Montagne incantate. Infine, un ampio spazio polivalente è dedicato a rassegne, incontri, esposizioni dossier nello spirito del dialogo tra le arti.
Il progetto architettonico, firmato dal prestigioso studio internazionale Alvisi Kirimoto (www.alvisikirimoto.it), in coordinamento con la progettazione esecutiva e direzione dei lavori del Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, prevede un percorso espositivo chiaro, fluido e dinamico che ricorda uno dei piani sequenza di Antonioni. Al piano terra cinque setti monolitici scandiscono i capitoli del racconto per culminare nelle sale immersive dedicate ai film di Antonioni. Al progredire dell’esperienza corrisponde il climax cromatico in scala di grigio delle pareti che plasmano uno spazio astratto, richiamando le atmosfere ricercate dal regista nei suoi film. I setti espositivi sono progettati per assolvere a funzioni diversificate, mettendo in dialogo medium differenti: pareti piene per l’appendimento di dipinti e manifesti si alternano a monitor integrati e ad ampie vetrine per l’esposizione di oggetti, documenti e foto. Al primo piano, un’“esplosione spaziale” innescata da pannelli che traslano e ruotano consente di modulare la grande sala, aperta e versatile, in base alle diverse necessità funzionali della programmazione museale.
Il progetto ha l’autorevole sostegno di un comitato d’onore a cui hanno aderito Gian Luca Farinelli, Thierry Frémaux, Wim Wenders, Alfonso Cuarón, Jonas Carpignano, Walter Salles, Irène Jacob, Sophie Marceau, Giorgio Tinazzi, oltre a Enrica Fico, Dominique Païni e Vittorio Sgarbi. Ferrara si arricchisce così di uno spazio museale con una spiccata vocazione internazionale, capace di rinnovarsi continuamente, per condividere l’eredità culturale del maestro Antonioni.
Aperto dal martedì alla domenica 10-13/15-18.30.
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