Politica
27 Maggio 2024
La candidata Sara Conforti e l’ex assessore Alberto Ronchi fanno il punto sulla “visione bulimica” dell’attuale politica culturale. Nanni (Pd): "Con noi Ferrara verrà desgarbizzata"

Arte e cultura: “Ferrara sempre più provinciale”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

L’autista lo vuole far scendere e lui lo minaccia con un’accetta

Aveva preso un autobus per recarsi a Porto Garibaldi, ma il suo viaggio è finito all'interno di una vettura dei carabinieri. Un uomo di 47 anni, di nazionalità italiana, residente a Monza e con alcuni precedenti alle spalle, è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, interruzione pubblico servizio e porto di strumento atto a offendere

di Cecilia Gallotta

“Vogliamo decostruire ciò che è successo sul piano culturale in questi ultimi cinque anni, e squarciale il velo che ha coperto Ferrara”. È chiaro l’intento dichiarato da Sara Conforti, vicesegretaria Pd e candidata in Consiglio Comunale per le prossime elezioni, che senza mezzi termini introduce il dibattito sulle politiche culturali di venerdì pomeriggio, riempiendo la sala convegni dell’Hotel Astra.

“I dati sul turismo non sono buoni – riporta – perché mentre altre città dell’Emilia stanno crescendo a doppia cifra, da noi i turisti stranieri sono calati drasticamente. Questo accade perché un viaggio a Ferrara i turisti lo facevano per il suo patrimonio, mentre adesso la città è presa in ostaggio da una perenne organizzazione di eventi”.

La questione, secondo Conforti, a cui si affianca anche l’ex assessore al Comune di Ferrara, di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna Alberto Ronchi, “non è che noi non vogliamo organizzare eventi. Ma manca una linea culturale, si fanno cose un po’ a casaccio. Si passa dai cantanti di Sanremo – esemplifica Ronchi – alle serate anni ’90, ai dj conosciuti su TikTok. Qualcosa a metà tra Festivalbar e una discoteca. Per non parlare del ‘mostrificio’, della fabbrica di mostre a Palazzo Diamanti”.

Questa “visione bulimica della cultura”, a detta di Ronchi, che “mette il numero di eventi al sopra della qualità, porta con sé delle evidenti conseguenze, come il fatto che paradossalmente, al contrario di quanto si millanta, Ferrara sta diventando una città sempre più provinciale dal punto di vista del respiro artistico. Dieci anni fa, ad esempio, la mostra di Antonioni che partì da Palazzo Diamanti raggiunse la Francia e i Paesi Bassi; nel 2022, invece, già la scelta del titolo per la nuova mostra di Antonioni parla da sé: la città del silenzio”.

Su Palazzo Diamanti e sul Teatro Comunale, Ronchi scava più in profondità, perché “tutto è sotto la regia di Vittorio Sgarbi, il vero ‘deus ex machina’: guarda caso, da quando c’è lui alla presidenza, non è dato sapere i bilanci di Ferrara Arte. Ma una cosa la sappiamo: dopo che ha nominato Moni Ovadia come direttore, e Marcello Corvino come altro direttore, siccome un po’ di conflitti di interessi non si negano a nessuno, sappiamo che c’è dietro la Corvino Produzioni. Indovinate chi c’è dentro? Proprio Ovadia e Sgarbi”.

“Quello che pretendiamo – si aggancia Conforti – è che ritorni la Ferrara Arte che conosciamo, capace di mettere in piedi un progetto culturale attorno al patrimonio di Ferrara, e i cui eventi vadano a valorizzarlo, non a scollegarlo completamente. Un altro esempio: il Castello Estense, prima che fosse adibito a contenitore per mostre, registrava molte più presenze. E adesso? Sappiamo che sarà chiuso per due anni, senza che ci sia un’alternativa forte a compensare la sua mancanza, come poteva essere la riapertura di Palazzo Massari”.

E allora, come conclude il consigliere uscente e candidato Davide Nanni (dopo aver posto l’accento sul famigerato concerto di Bruce Springsteen “che ha portato introiti soltanto a privati, impedendo un guadagno da reinvestire in pubblica utilità”), “anche se non mi piace fare promesse in campagna elettorale, una è doverosa e certa: con noi Ferrara sarà desgarbizzata”.

Grazie per aver letto questo articolo...
Da 18 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com