Incendio grattacielo: anche la Torre A sarà interdetta
L'incendio scoppiato nei giorni scorsi nella Torre B del grattacielo di Ferrara rischia di essere solo il primo segnale di un problema ben più ampio
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Anna Zonari (La Comune di Ferrara) sottolinea che lo sgombero del Palapalestre non segna la fine dell’emergenza, ma mette a rischio centinaia di famiglie senza soluzioni abitative concrete.
Luca Caprini (Civica Fabbri) difende la gestione comunale dell’emergenza al Grattacielo, sottolineando il ruolo pubblico senza creare precedenti nell’uso di risorse private
Nel corso della seduta della Commissione Urbanistica, il consigliere comunale Leonardo Fiorentini - Lista Civica Anselmo - è intervenuto sulla presentazione del cosiddetto “percorso partecipativo” sulla caserma di Cisterna del Follo
Lunedì 19 gennaio alle ore 17.30 presso l'hotel Carlton il Psi di Ferrara ha organizzato un iniziativa commemorativa in memoria di Bettino Craxi
Il Garante delle comunicazioni condanna Alan Fabbri e il Comune di Ferrara per aver violato in piena campagna elettorale la par condicio.
Ora Agcom impone all’amministrazione “di rimuovere la comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione dei post oggetto di segnalazione come descritti nella segnalazione e riscontrati dalle verifiche del Comitato regionale delle comunicazioni dell’Emilia Romagna, sulla pagina istituzionale del Comune di Ferrara, nello specifico sul quotidiano on line del Comune di Ferrara ‘CronacaComune’ e sulla pagina personale Facebook ‘Alan Fabbri Sindaco di Ferrara’”.
Le pagine istituzionali individuate dall’Agcom non si dovranno però limitare alla rimozione ma dovranno anche “pubblicare sulla home page della medesima pagina istituzionale, e sul profilo Facebook, entro un giorno dalla notifica del presente atto, e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante l’indicazione di non rispondenza dei post rimossi a quanto previsto dall’art. 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28. In tale messaggio si dovrà espressamente fare espresso riferimento al presente ordine”.
Si tratta insomma di una decisione che dà ragione ad Anna Ferraresi (consigliera del gruppo misto), Davide Bertolasi e Davide Nanni (consiglieri del Pd) e Monica Chiarini (Movimento 5 Stelle) che avevano effettuato le segnalazioni al Corecom tra il 24 e il 29 aprile scorsi.
L’Autority tra l’altro sottolinea il fatto che la propaganda politica del sindaco è stata fatta con i soldi dei contribuenti, dal momento che “le attività di comunicazione – si legge nella delibera – sono state realizzate dal Comune di Ferrara e dal suo amministratore (il sindaco Alan fabbri, ndr) con i mezzi e le risorse dell’ente e sono, pertanto, allo stesso imputabili”.
Non solo. L’authority afferma che “non è ravvisabile l’indispensabilità per l’efficace assolvimento delle funzioni proprie dell’Amministrazione in quanto le informazioni avrebbero potuto essere diffuse al di fuori del periodo di campagna per le elezioni europee e comunali”. In sintesi: quelle comunicazioni potevano essere fatte tranquillamente in altri momenti. E specialmente al di fuori della campagna elettorale.
Quanto alla pagina facebook del sindaco, nonostante i tecnici di Alan Fabbri abbiano provato a farla passare per profilo privato, non si può nascondere che il profilo stesso “risulta pure associato alla mail istituzionale del sindaco e al numero di telefono di servizio, escludendone l’utilizzo personale estraneo alle funzioni istituzionali alle cui risorse e mezzi è collegato”.
In sostanza Agcom conferma ciò che era già stato riscontrato dal Comitato regionale per le comunicazioni che aveva vidimato 17 casi relativi proprio alla pagina Facebook Alan Fabbri Sindaco di Ferrara oltre che sul sito del Comune e Cronacacomune.it e aveva consegnato proprio ad Agcom la documentazione.
Quelle che erano presunte violazioni vengono quindi accertate anche se l’atto potrà essere impugnato davanti al Tar del Lazio entro 60 giorni.
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