Trasferimento di Mohammad Hannoun: Ferrara tra le ipotesi più concrete
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
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Un 72enne di nazionalità italiana sarà processato davanti al collegio del tribunale di Ferrara con la duplice accusa di stalking e violenza sessuale nei confronti della moglie di suo figlio, una 30enne di origini straniere, di cui avrebbe approfittato e abusato sotto ricatto, mentre la giovane viveva sotto il suo stesso tetto.
I fatti, avvenuti in città, iniziano a fine 2020 quando, dopo il matrimonio, la donna va a vivere con suo marito e i suoi due figli minorenni a casa dei genitori di lui.
A fine 2023 però, per qualche motivo, qualcosa si rompe nella relazione e la 30enne decide di rivolgersi a un legale, l’avvocato Gianni Ricciuti, per iniziare l’iter di separazione coniugale. Inizialmente si pensa a una ‘normale’ separazione dovuta alle difficoltà e agli ostacoli che una coppia può affrontare durante la quotidianità, ma ben presto emerge la verità.
Passo dopo passo, infatti, la donna entra in confidenza e si apre col suo avvocato, a cui racconta che da qualche mese il suocero, dopo che lei aveva lasciato l’abitazione familiare, aveva iniziato a perseguitarla con pedinamenti e appostamenti sia sul posto di lavoro che sotto la sua nuova casa, spesso con scenate tra offese e strattonamenti.
Una serie di comportamenti che sarebbero andati avanti dal luglio al novembre dello scorso anno, quando la donna esasperata, dietro il consiglio del suo legale, con cui si era appena confidata, decide di sporgere denuncia ai carabinieri e la Procura di Ferrara, sulla scorta delle prove raccolte, emette il divieto di avvicinamento nei confronti del 72enne.
Ma è proprio davanti ai militari che la donna crolla e inizia a raccontare i motivi che l’avevano portata a chiedere la separazione dal marito, spiegando che per circa tre anni, da fine 2020 a luglio 2023, sarebbe stata costretta dal suocero a subire atti sessuali dietro il ricatto di raccontare tutto al figlio se avesse aperto bocca.
Secondo l’impianto accusatorio ricostruito dalla Procura di Ferrara infatti, usando la forza e soggiogando la donna al suo volere, in più occasioni, mentre suo figlio era assente, il 72enne avrebbe palpeggiato, baciato e avuto rapporti sessuali completi con la 30enne contro la sua volontà.
In un primo momento, lei aveva lasciato la casa, senza però riuscire a liberarsi dell’uomo, che aveva continuato a fare stalking nei suoi confronti, fino a quando, parlando col suo avvocato, a cui si era rivolta per divorziare dal marito e provare chiudere una volta per tutte quella storia, aveva trovato il coraggio per denunciare quanto le era accaduto.
Ieri (giovedì 23 maggio) il gip Danilo Russo, durante l’udienza preliminare, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del 72enne avanzata dalla pm Ombretta Volta e la costituzione di parte civile della donna: la fase dibattimentale si aprirà il 9 ottobre.
Nel mentre, la prossima settimana, inizierà anche il procedimento civile nei confronti dell’uomo.
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