Attualità
19 Maggio 2024
Beatrice Fontaine: "Una risorsa per la nostra Regione.  La ripresa del nostro Paese deve passare attraverso il patrimonio culturale, pubblico o privato che sia”

Servono azioni per salvaguardare le testimonianze del passato

di Redazione | 2 min

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“Lo stato di salute del patrimonio culturale privato è molto fragile. I proprietari sono spesso lasciati soli nella difficile opera di salvaguardia e manutenzione di questi beni, che rappresentano ancora oggi il 17% del patrimonio culturale della nazione. Per questo motivo, come associazione, attraverso dati concreti e puntuali provenienti dal nostro Osservatorio – redatto dalla Fondazione Bruno Visentini in collaborazione con Confagricoltura e Confedilizia – cerchiamo di sensibilizzare enti pubblici e società civile, fornendo valide motivazioni affinché vengano messe in atto azioni volte alla salvaguardia di queste preziose testimonianze del passato, specialmente quando si trovano a dover affrontare un contesto emergenziale. Ritengo quindi fondamentale creare un vero e proprio gioco di squadra tra tutti i soggetti coinvolti – ed il convegno di oggi ne è una testimonianza – così da tutelare e valorizzare i beni culturali che possono quindi diventare una risorsa per la nostra Regione.  La ripresa del nostro Paese deve passare attraverso il patrimonio culturale, pubblico o privato che sia”.

È questo il commento di Beatrice Fontaine, presidente della Sezione Emilia Romagna dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, in occasione del convegno “Il Ruolo dei Privati e la Tutela del Patrimonio Culturale” organizzato dall’Agenzia Regionale Ricostruzioni e dal Settore Patrimonio Culturale RER giovedì 16 maggio durante la XXIX edizione del Salone Internazionale del Restauro che si tiene in questi giorni nel quartiere fieristico di Ferrara Expo.

“In Emilia Romagna sono presenti oltre 350 dimore storiche, un anello fondamentale delle tante filiere che ruotano attorno al patrimonio culturale. Si tratta di beni privati che definiscono i nostri borghi, le nostre città e le nostre campagne e che, grazie alla loro presenza, generano un indotto significativo su tutto il territorio su cui insistono e proprio per questa ragione è vitale che vengano create le condizioni che ne possano garantire un futuro solido. Giovedì a Ferrara si è proprio parlato di questo. Unire le forze con il Settore Patrimonio Culturale RER e l’Agenzia Regionale Ricostruzioni è certamente un passo nella giusta direzione, ma è fondamentale coinvolgere anche altri attori, come gli Ordini Professionali, le Istituzioni, le Associazioni e la società civile, per garantire la tutela e la valorizzazione di questo prezioso patrimonio” aggiunge Fontaine. “Solo attraverso una collaborazione sinergica e un impegno condiviso sarà possibile preservare le dimore storiche e assicurare che il territorio continui a beneficiare della loro ricchezza storica ed economica”.

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