Salute
18 Maggio 2024
Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara è stato di recente istituito il “Board interdisciplinare di immuno-oncologia”, il primo a livello nazionale

Giornata del malato oncologico, a Ferrara gruppi e percorsi per quasi tutte le patologie

L'ingresso dell'ospedale di Cona
di Redazione | 6 min

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Domenica 19 maggio si celebra la Giornata nazionale del malato oncologico, dedicata alle persone affette da queste malattie, a coloro che l’hanno vissuta ma sono guarite e a tutti coloro che hanno vissuto l’esperienza indirettamente stando vicino alle persone che ne sono affette.

Nella provincia di Ferrara sono attivi gruppi multidisciplinari e percorsi specifici per quasi tutte le patologie oncologiche, favorendo la rapida presa in carico del paziente in tutte le fasi della malattia, compreso il tempestivo accesso a terapie riabilitative e di supporto. I team multispecialistici identificati nelle diverse patologie tumorali si avvalgono, oltre ai vari professionisti (tra cui il chirurgo, radioterapista, radiologo, medico nucleare, patologo, endoscopisti), anche di case manager infermieristici dedicati per la gestione dei rapporti con i pazienti e del loro percorso di diagnosi e cura.

In aggiunta, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, è stato di recente istituito il “Board interdisciplinare di immuno-oncologia” (il primo a livello nazionale) coordinato dalla professoressa Luana Calabrò (direttrice facente funzioni del Reparto di Oncologia dell’ospedale di Cona), costituito da un Team multispecialistico di professionisti (tra cui il neurologo, endocrinologo, gastroenterologo, cardiologo, dermatologo, nefrologo, oculista) che affiancano l’oncologo nella gestione globale del paziente in trattamento immunoterapico, in modo da facilitare una piena integrazione dell’assistenza e una reale presa in carico del paziente in senso multi-professionale.

L’altra grande sfida è quella di tipo organizzativo. Infatti l’aumento del numero dei casi, il crescente numero di pazienti lungo-sopravviventi rende necessario un viraggio di gestione clinica della malattia oncologica da un modello ospedale-centrico ad uno proiettato sempre di più sul territorio, affiancando agli ospedali, le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità ed il domicilio stesso come luoghi privilegiati di intervento e cura, anche in base alla complessità e preferenza del paziente. Questo modello innovativo di organizzazione è stato già adottato, in maniera pionieristico dalle Aziende ferraresi, tra le prime in Regione Emilia Romagna. Infatti, in accordo alla Rete Oncologica Regionale, nella nostra provincia di Ferrara sono già esistenti, o da poco attivate, strutture oncologiche distribuite nel territorio (come i Day Service Oncologici degli Ospedali di Cento, di Lagosanto e di Argenta, e più recentemente il Day Service oncologico presso la Casa di Comunità di San Rocco a Ferrara) che operano in stretto collegamento con il centro di riferimento dell’Oncologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara e permettono di erogare i trattamenti oncologici ai pazienti residenti nelle aree vicine.

IL PROGETTO “ON CONNECT”

In tale contesto il progetto “On Connect” ha l’obbiettivo di implementare lo sviluppo dell’Oncologia di prossimità, attivando ulteriori Day service oncologici a livello territoriale, fino al domicilio del paziente. Ciò sarà reso possibile anche grazie ad un coinvolgimento più attivo dei Medici di Medicina Generale, dell’infermiere di Comunità, del paziente stesso e l’implementazione di strumenti di connessione digitali come la telemedicina e il teleconsulto.

Presso la provincia di Ferrara è infatti in corso un progetto di riorganizzazione del percorso dei trattamenti oncologici tra ospedale e territorio – coadiuvato dall’utilizzo di telemedicina, nuove tecnologie e nuove figure professionali – garantendo una loro piena integrazione. A tal proposito è possibile consentire a pazienti oncologici residenti in aree interne, o con difficoltà a raggiungere l’ospedale, di ricevere i trattamenti oncologici ed i controlli previsti, in modo protetto e connesso, presso strutture di prossimità. Si è sviluppata un’organizzazione capace di migliorare il grado di diffusione territoriale e di gestione di prossimità nella presa in carico e nel trattamento dei pazienti oncologici, attraverso l’attivazione di Day Service Ambulatoriali (DSA) oncologici presso le strutture di 1° livello (Case di Comunità – CdC). Il progetto applica la gestione del percorso oncologico in modalità integrata Ospedale-Territorio per i pazienti in carico all’Unità Operativa di Oncologia del S.Anna di Ferrara; nello specifico riguarda l’esecuzione di terapie e visite oncologiche presso la Casa della Comunità (CdC) di Ferrara. La presenza di Dsa di 1°liv ed ambulatori oncologici presso le CdC permette la gestione in prossimità a regime di circa 1.500 pazienti all’anno in trattamento oncologico con farmaci orali ed infusivi a minore complessità, permette di attivare percorsi di monitoraggio con strumenti di telemedicina e di decentrare la funzioni di accettazione/presa in carico e di gestione dei follow-up.

Il progetto è stato implementato in prima battuta presso la Casa della Comunità di Cittadella San Rocco a Ferrara. Alla data odierna sono stati presi in carico 170 pazienti, 11 in telemedicina. Si contano 83 trattamenti infusivi, soprattutto immunoterapici (85%).  

Il progetto a regime prevede l’apertura di ulteriori due punti di erogazione delle cure oncologiche presso la provincia di Ferrara oltre a quello già presente a Ferrara (Distretto Centro-Nord): uno presso la Casa della Comunità di Comacchio (Distretto Sud-Est) ed uno presso la Casa della Comunità di Bondeno (Distretto Ovest). In tal modo sarà possibile gestire in prossimità circa 1.500 pazienti oncologici, anche tramite l’ausilio delle televisite ed i telecolloqui. Ulteriore importante attività già avviata e da consolidare, il coinvolgimento della figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, rete ampiamente estesa in provincia di Ferrara e che consente un’ulteriore presa in carico di prossimità. In via di definizione un protocollo di rilevazione della qualità della vita/soddisfazione dei pazienti in telemedicina.

LA PATOLOGIA

Oggi la parola cancro fa meno paura. Questo grazie ai grandi risultati raggiunti in campo diagnostico e terapeutico che hanno segnato una svolta epocale nella storia dell’oncologia, riaccendendo speranza e fiducia. In questi ultimi anni, infatti, la migliore comprensione dei meccanismi di sviluppo e progressione dei tumori e i significativi avanzamenti in campo biotecnologico, che consentono di “fotografare” molecolarmente il tumore con metodiche sempre meno invasive (come ad esempio la biopsia liquida), hanno portato ad uno sviluppo esponenziale di nuovi farmaci biologici che consentono approcci di cure sempre più ritagliati su misura per il malato. Ma l’evento più significativo è contrassegnato dall’ingresso in clinica di farmaci immunoterapici che hanno rivoluzionato la storia dell’oncologia. Spostare il bersaglio terapeutico dal tumore al sistema immunitario del paziente, in altre parole “curare il sistema immunitario affinchè questo possa curare il tumore”, si è rivelata una strategia vincente che ha portato ad un significativo prolungamento della sopravvivenza globale in una buona percentuale di pazienti. Dagli inibitori dei checkpoint immunologici, che disattivano i ‘freni’ al sistema immunitario, agli anticorpi bispecifici, alle terapie cellulari adottive come le Car-T, ai vaccini a mRna, è indubbiamente iniziata una nuova era che auspicabilmente renderà possibile nel prossimo futuro mirare ad una immunoterapia di “precisione”.

Ma per vincere il cancro non bastano tecnologie sofisticate o trattamenti altamente innovativi. Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori, in Italia sono oltre 395 mila i nuovi casi annuali e oltre 3,5 milioni le persone viventi con una storia di tumore. Nella sola Provincia di Ferrara i casi prevalenti (cioè le persone che vivono dopo aver avuto una diagnosi di tumore) sono più di 25mila (nella maggior parte dei casi con diagnosi di almeno 5 anni prima, in particolare per i tumori mammari, gastrointestinali o della prostata).

La prima arma nella lotta contro i tumori deve essere la prevenzione su cui tutti dobbiamo impegnarci, adottando e promuovendo stili di vita appropriati ed evitando le abitudini che più di altre possono favorire la comparsa della malattia; stiamo parlando di fumo, regimi alimentare scorretti e inattività fisica. La partecipazione ai programmi di screening messi a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale rappresenta un’ulteriore arma che si ha a disposizione e che bisogna sfruttare al meglio per intercettare più precocemente la malattia tumorale.

Quando la malattia è invece già clinicamente evidente è mandatorio un approccio multidisciplinare con il coinvolgimento di più figure professionali, incluso il nutrizionista e lo psico-oncologo, per un’appropriata gestione del paziente oncologico.

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