Si ribalta fuoristrada sulla A13, feriti padre e figlio
L'auto che perde il controllo, sbanda e si ribalta. Sono stati momenti di forte tensione questa mattina sull'autostrada A13 all'altezza del casello di Ferrara Nord
L'auto che perde il controllo, sbanda e si ribalta. Sono stati momenti di forte tensione questa mattina sull'autostrada A13 all'altezza del casello di Ferrara Nord
La Corte d'Appello del tribunale di Bologna ha ribaltato la sentenza di primo grado con cui il tribunale di Ferrara - a maggio 2024 - aveva inizialmente condannato un 52enne di nazionalità italiana a quattro anni dietro rito abbreviato per violenza sessuale aggravata a danno di minori
L'arringa della difesa del medico Alberto Dallari contesta le accuse della Procura: "Ricostruzione paradossale, come se fosse un kamikaze contro la medicina ufficiale. Ha fatto tutto ciò che umanamente e professionalmente era in suo potere"
Lo hanno notato camminare lungo il ciglio della Superstrada Ferrara-Mare e lo hanno raggiunto per metterlo in sicurezza. Ma quando è stato affiancato dalla pattuglia ha iniziato a essere aggressivo, facendo il diavolo a quattro anche all'ospedale di Cona
Pomeriggio movimentato quello di giovedì 16 aprile a Ferrara, dove le pattuglie dei carabinieri di corso Giovecca e Pontelagoscuro hanno arrestato un 37enne per tentata rapina, che poco prima aveva rubato un paio di scarpe in un negozio di via Mazzini
Finiti nei guai dopo la maxi-operazione coordinata dalla Procura di Palermo, che ha portato a scoperchiare un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa estesa in tutta Italia, i due fratelli di nazionalità nigeriana, che nei giorni scorsi sono stati arrestati a Ferrara, hanno scelto la via del silenzio.
Ieri (venerdì 17 maggio) mattina infatti, durante l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip del tribunale di Ferrara, i due – a cui viene contestata anche la ricettazione – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e, per uno di loro, è stata avanzata la richiesta di essere messo agli arresti domiciliari.
I due Azamen, così vengono definite le persone implicate in questo tipo di sistemi, chiamati Aza appunto, sarebbero stati tenutari di conti correnti da cui partivano poche centinaia di euro. Piccoli ‘pesci’ se confrontati ad altre posizioni in cui, stando a quanto si apprende, si sono registrati spostamenti anche tra i 10 e i 20mila euro.
L’inchiesta, eseguita dalla polizia di Stato, nasce dalla denuncia di due ragazze inserite nel sistema che, sequestrate dai loro stessi complici per restituire del denaro, decisero di raccontare tutto agli inquirenti, che poi attivarono controlli sui conti correnti e intercettazioni telefoniche per ricostruire i fatti.
In tutto sono state ventisei le persone finite indagate, di cui cinque di nazionalità italiana.
Secondo la Procura avrebbero messo a segno diverse tipologie di truffa. Da quelle relative a trading online e bitcoin fino a quelle sentimentali o romantiche in cui, utilizzando immagini di uomini molto avvenenti che si presentano spesso come imprenditori o militari in servizio in Paesi territori di guerra, o comunque con posizioni lavorative di alto livello, i truffatori fanno credere alla vittima di essere single, vedovi o separati.
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