Ambulanti in piazza, “il mercato non può morire”
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”
Quasi un anno di agonia dopo una violenta aggressione domestica, poi il buio. Se n'è andato così un 83enne ferrarese, gravemente ferito dopo le botte rifilategli dal nipote che, inizialmente accusato di lesioni personali aggravate, ora rischia l'imputazione per omicidio, verosimilmente preterintenzionale
La Procura di Ferrara ha formulato richiesta di rinvio a giudizio per 124 pazienti no vax delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari, anche loro - così come quest'ultime due - coinvolti nell'inchiesta relative ai finti vaccini contro il Covid-19 per ottenere il Green Pass
Si va verso una richiesta di archiviazione per la morte del 36enne di nazionalità nigeriana che, durante la serata del 9 settembre 2022, intorno alle 18.30, era morto dopo aver accusato un malore improvviso in via delle Canove, vicino alla Coop di Argenta, mentre stava andando a lavorare in sella alla propria bicicletta
Prefetture, Ispra ed enti locali avviano una strategia condivisa e strutturale per contrastare la grave erosione costiera tra Lido di Spina e Foce Reno, che minaccia ambiente, infrastrutture e centri abitati
Argenta. Rubati per un ‘semplice‘ dispetto, gettati nell’immondizia e poi andati distrutti durante le operazioni di smaltimento dei rifiuti.
Sarebbe stata questa fine della mitraglietta M12 e dei 180 proiettili che, nella nottata tra lunedì 26 e martedì 27 febbraio, un 65enne di Argenta avrebbe sottratto a una pattuglia dei carabinieri, mentre i militari erano impegnati a sedare una lite in famiglia a San Nicolò.
L’uomo, nella circostanza, avrebbe anche portato via due bastoni ‘tonfa’ e una seconda mitraglietta, sempre in dotazione ai carabinieri, che erano però stati ritrovati, la mattina seguente alla sparizione, in un sacco che galleggiava in un canale ai lati di via Curiona.
Per individuare il materiale mancante – la M12 e i 180 proiettili – e trovare l’autore del furto erano stati messi in campo circa 800 militari tra comando provinciale dei carabinieri di Ferrara, del Reparto Anticrimine del Ros, del Nucleo Subacquei di Genova, del Nucleo Cinofili e del Gruppo Forestale di Bologna. A loro si erano aggiunti circa 150 uomini dei vigili del fuoco e del nucleo di protezione civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ferrara. Erano stati perlustrati inoltre 172 casolari e capannoni abbandonati, dragati oltre 20 corsi d’acqua, in un’area complessiva di circa 22 chilometri quadrati. Erano state svolte anche più di 39 perquisizioni in tutta la provincia e, in particolare, nel territorio di Argenta.
Le indagini avevano così permesso di stringere il cerchio attorno ad un 65enne pregiudicato locale, già noto ai carabinieri, fermato come indiziato di delitto a seguito di una perquisizione nella sua abitazione e condotto in carcere. Ai carabinieri aveva confessato di essere stato lui a rubare la refurtiva dalla pattuglia ma, davanti al gip Danilo Russo del tribunale di Ferrara, che non ne aveva convalidato il fermo, applicandogli comunque la misura della custodia cautelare in cella, aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, senza quindi fornire una versione ufficiale dei fatti.
Al momento l’uomo, dopo essere stato nuovamente riascoltato dal pm Barbara Cavallo, a cui ha fornito la sua versione dei fatti, è agli arresti domiciliari e gli vengono contestati i reati di furto pluriaggravato e detenzione di armi e munizioni da guerra.
Contestualmente, sia dalla Procura di Ferrara che da quella militare, sono stati avviati gli accertamenti per verificare il corretto comportamento in servizio dei carabinieri, a cui sono state sottratte le armi.
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