Cronaca
15 Maggio 2024
Si tratta della 29enne di nazionalità romena che era stata portata in carcere nei giorni scorsi. In questo procedimento deve rispondere del furto con destrezza di un cellulare e di tentata estorsione ai danni di un uomo

Un altro processo per l’adescatrice della stazione

di Davide Soattin | 2 min

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Prima avrebbe adescato un uomo nella zona della stazione, proponendogli di consumare un rapporto sessuale a pagamento, e poi gli avrebbe rubato il telefono cellulare, chiedendogli 20 euro come ‘riscatto’ per restituirgli la scheda SIM.

Per quei fatti, avvenuti nel 2020, quando era incinta, una 29enne di nazionalità rumena è oggi a processo con l’accusa di furto con destrezza e tentata estorsione.

Si tratta della stessa donna che, lo scorso 2 maggio, era stata arrestata dai poliziotti e trasferita in carcere su ordine del gip del tribunale di Ferrara poiché gravemente indiziata di violenza sessuale, rapina e furto con destrezza per fatti avvenuti nel 2023 e nei primi mesi del 2024.

Il provvedimento era arrivato alla fine di una articolata attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Ferrara che, coordinata dalla Procura, aveva permesso di raccogliere un solido quadro indiziario nei confronti dell’indagata che, in uno degli episodi finiti sotto la lente degli inquirenti, nel tentativo di adescare una delle sue vittime, avrebbe addirittura palpato ripetutamente le parti intime a un uomo portatore di invalidità, dapprima nel parcheggio vicino allo scalo ferroviario e poi lungo il sottopassaggio.

Due ulteriori episodi sarebbero sfociati in rapine aggravate. Nel primo caso, l’indagata sarebbe salita a bordo dell’automobile di un uomo a cui avrebbe chiesto insistentemente di avere un rapporto sessuale, toccandolo ripetutamente in varie parti del corpo. Poi, davanti al secco rifiuto di lui, la donna lo avrebbe colpito con schiaffi e pedate, riuscendo a impossessarsi del denaro che il malcapitato di turno aveva nel portafoglio, prima di darsi alla fuga.

Altra rapina sarebbe stata commessa poche settimane dopo ai danni di un anziano totalmente invalido, all’uscita di una tabaccheria. Dopo averlo afferrato alle spalle e avergli sfilato il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, la destinataria dell’odierna misura cautelare lo avrebbe spintonato a terra per poi fuggire immediatamente dopo. Nell’occasione, la vittima aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.

E ancora, nei primissimi mesi del 2024, dopo essersi avvicinata ad un uomo fino ad abbracciarlo, gli avrebbe toccato più volte i genitali, proponendogli di appartarsi: distratta la vittima, l’indagata si sarebbe impossessata del telefono cellulare che lo sventurato aveva nel marsupio.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile dopo aver sentito i testimoni e aver passato al vaglio i successivi riconoscimenti fotografici avevano, quindi, permesso di cristallizzare le varie fasi degli episodi delittuosi e il modus operandi adottato e risalire all’identità della presunta responsabile.

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