Politica
10 Maggio 2024
Alla cronista della 'Nuova Ferrara' la solidarietà di Aser, AsFe, Odg e Ungp: “Episodio di una gravità ingiustificabile”

Non solo insulti alla giornalista, “Naomo ha anche intimidito i testimoni”

di Redazione | 2 min

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Non si era limitato a insultare pubblicamente la cronista apostrofandola con “comunista di m***a” e “vai a c****e”. Avrebbe anche “intimidito i testimoni invitandoli a non interloquire con la giornalista che stava raccogliendo informazioni per scrivere un articolo”.

Lo si apprende da un comunicato del Comitato di redazione della “Nuova Ferrara”, che arricchisce di indegni particolari quanto avvenuto mercoledì mattina in via Ortigara, in zona Gad, al termine di una sanguinosa rissa sulla quale la collega cercava di avere informazioni sul posto.

“ Si tratta di un comportamento inaccettabile di per sé – si legge nella nota -, da valutare ancora più grave per il ruolo istituzionale rivestito da Nicola “Naomo” Lodi. Il quale ha rivolto le proprie scuse alla cronista, che le ha accettate auspicando una sincera presa di coscienza da parte del vicesindaco rispetto al disvalore rappresentato dalla sua condotta personale e istituzionale”.

“Le frasi vergognose rivolte alla giornalista – continua la nota – non sono degne di una persona che riveste un incarico istituzionale che dovrebbe essere improntato alla correttezza e alla trasparenza, nel rispetto dovuto ai cittadini. Quelle offese sono state proferite con tono estremamente maleducato e censorio mentre la categoria dei giornalisti viene colpita, nel nostro Paese, con ‘leggi bavaglio’ che puntano a restringere i limiti del diritto di informazione, a censurare la libera diffusione delle notizie e ad intimidire i cronisti con leggi che prevedono il carcere e risarcimenti insostenibili per il reato di diffamazione”.

Alla collega è arrivata la solidarietà di Associazione della stampa Emilia-Romagna, Associazione stampa Ferrara, Ordine regionale dei giornalisti e Unione dei pensionati giornalisti dell’Emilia-Romagna, che le esprimono massima vicinanza e piena solidarietà ed evidenziano “la ingiustificabile gravità dell’episodio che non può passare sotto silenzio anche se in seguito Lodi ha telefonato alla giornalista per scusarsi”.

Aser, AsFe, Odg e Ungp “non si stancheranno mai di ribadire che i giornalisti svolgono l’attività costituzionalmente garantita di informare i cittadini, ma sono anche costretti a rilevare negli ultimi tempi ripetuti tentativi di imbavagliare la stampa da parte di chi gestisce il potere politico che, più di chiunque altro, dovrebbe invece difendere i principi fondamentali della Costituzione”.

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