Naomo contro commissario Digos: “Solo gossip”
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
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Sarà l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a valutare eventuali sanzioni nei confronti dell’amministrazione guidata da Alan Fabbri per presunta violazione della legge 28 del 2000, la cosiddetta “legge par condicio”, in materia di propaganda elettorale.
A disporlo, dopo aver chiuso l’istruttoria avviata da un esposto della consigliera del gruppo misto Anna Ferraresi, è stato, all’unanimità, il Corecom, il Comitato regionale per le comunicazioni.
Le segnalazioni riguardavano la presunta violazione del divieto di comunicazione istituzionale da parte del Comune di Ferrara in prossimità delle elezioni comunali dell’8n e 9 giugno.
I casi ‘vidimati’ dal Corecom sono 17 e si riferiscono a comunicazioni pubblicate sulla pagina Facebook di Alan Fabbri, sul sito del Comune e sul sito Cronacacomune.it.
Le presunte violazioni vanno dall’11 aprile all’inizio di maggio e non presenterebbero i necessari carattere dell’indispensabilità e dell’indifferibilità, oltre ad avere in alcuni casi “contenuti marcatamente propagandistici”.
La pagina Facebook del sindaco ha pubblicato tali notizie anche nelle “storie”. E a nulla sarebbe valsa la giustificazione arrivata dal direttore generale del Municipio, Sandro Mazzatorta, secondo il quale la pagina in questione sarebbe “un account personale, non istituzionale, attivo da anni, e quindi non riferibile al Comune di Ferrara inteso come istituzione pubblica”.
“Gli elementi addotti – replica il Corecom – indicano una chiara correlazione tra il profilo Facebook “Alan Fabbri Sindaco di Ferrara” e il Comune di Ferrara, considerata la commistione tra elementi istituzionali ed elementi a scopo propagandistico tale da ledere il legittimo affidamento dei cittadini circa la provenienza delle informazioni trasmesse dal sig. Alan Fabbri”:
L’organo di controllo specifica anche che il sindaco sarebbe “tenuto ad improntare la sua azione non solo agli specifici principi di legalità, imparzialità e buon andamento, ma anche al principio generale di comportamento secondo buona fede”.
Il Corecom sottolinea inoltre che “il divieto di comunicazione istituzionale previsto dall’art. 9 della legge n. 28/2000 è posto a garanzia del principio costituzionale di imparzialità della Pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.): questo al fine di evitare che le amministrazioni, nello svolgere attività di comunicazione istituzionale in periodo elettorale, possano fornire, attraverso modalità e contenuti non neutrali, una rappresentazione suggestiva delle posizioni dell’amministrazione medesima e dei suoi organi titolari, sovrapponendo in tal modo l’attività di comunicazione istituzionale a quella propria dei soggetti politici”:
Al termine della riunione il Corecom ha deliberato all’unanimità di trasmettere all’Agcom il materiale che produrrebbe le 17 violazioni “per gli eventuali adempimenti di competenza”.
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