Lagosanto
13 Aprile 2024
Gianfranco Bertarelli, ex presidente di una cooperativa della pesca, coinvolto in un’indagine su droga e tentata estorsione

In carcere il fratello del sindaco di Lagosanto

di Redazione | 3 min

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Lagosanto. È Gianfranco Bertarelli, ex presidente di una cooperativa della pesca e fratello di Cristian, sindaco di centrodestra del Comune di Lagosanto (completamente estraneo alla vicenda), una delle persone arrestate lo scorso gennaio nel corso di una maxi operazione antidroga dei carabinieri di Adria, in provincia di Rovigo.

L’uomo, 50 anni, è finito dentro un’inchiesta della procura di Rovigo condotta dalla pm Manuela Fasolato che vede indagate a vario titolo sette persone per acquisto, trasporto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, tentato incendio e calunnia.

Gianfranco Bertarelli, che da anni non ha più rapporti con il fratello, è ora in carcere a Milano dopo le misure cautelari emesse dalla procura rodigina lo scorso 13 gennaio nei confronti di sette persone residenti nelle province di Rovigo, Milano, Venezia e Ferrara.

Nello specifico, in esecuzione delle misure cautelari, tre uomini (uno di nazionalità svizzera, di 49 anni, e due di nazionalità marocchina, rispettivamente di 42 e 30 anni) sono finiti in carcere a Rovigo, una donna di nazionalità marocchina, di 33 anni, è stata associata presso la Casa Circondariale di Verona, Bertarelli – come detto – è stato associato presso la Casa Circondariale di Milano; erano stati inoltre posti agli arresti domiciliari una donna di nazionalità italiana, di 49 anni, residente nella provincia di Ferrara, e un uomo di nazionalità italiana, di 54 anni, residente nella provincia di Venezia.

L’indagine aveva preso avvio nel mese di luglio 2023 quando i Carabinieri di Adria avevano sequestrato un ingente quantitativo di hashish, pari a circa 52 kg, con un valore di mercato di circa mezzo milione di euro, rinvenuto all’interno di un casolare abbandonato nella provincia di Rovigo. I successivi approfondimenti investigativi avevano consentito di identificare i presunti componenti del gruppo, con base nel Comune di Taglio di Po, a cui era destinato lo stupefacente sequestrato.

Secondo l’ipotesi accusatoria gli indagati, in seguito alla perdita del carico di droga hanno tentato in più occasioni – con condotte minacciose e violente, tra cui un pestaggio, l’impiego di una pistola e di materiale infiammabile – di ottenere la restituzione dello stupefacente (o l’equivalente valore in denaro) da parte di un cittadino italiano, di 45 anni, che secondo loro si era appropriato della droga a loro discapito.

Le indagini hanno consentito di ricostruire la sussistenza di un fiorente mercato di spaccio di cocaina, ritenuto gestito, secondo le indagini, da una coppia convivente a Taglio di Po; è stato sottoposto a sequestro preventivo l’importo di 35.000 euro, ritenuto profitto dell’attività illecita.

Nelle corso delle operazioni di perquisizione i Carabinieri della Compagnia di Adria avevano rinvenuto e sottoposto a sequestro l’importo complessivo di 170.000 in contanti, un chilogrammo di cocaina, 700 grammi di marijuana e una pistola a salve con circa 100 proiettili.

Il procedimento è ancora in fase di indagine preliminare.

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