Bondeno
13 Aprile 2024
L'incidente è stato inserito insieme ad altri otto episodi nel report 2023 dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo. Proseguono gli accertamenti della Procura di Ferrara che ha aperto un'inchiesta per disastro colposo contro ignoti

Elicottero precipitato a Bondeno. L’Ansv ipotizza l’errore umano

di Davide Soattin | 4 min

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Bondeno. L’Ansv – Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo – ha inserito l’incidente aereo del 10 ottobre 2023 avvenuto a Settepolesini, nel territorio comunale di Bondeno, all’interno del report informativo annuale relativo alla sicurezza dell’aviazione civile in Italia.

In quella circostanza, un elicottero Bell 206 decollato dall’aviosuperficie Valsamoggia, a ovest di Bologna, e diretto all’aeroporto di Padova per un volo turistico, precipitò inabissandosi nel lago del Quaternario, nelle vicinanze di una cava di sabbia con conseguenze letali per il pilota, il 73enne egiziano Hazem Bayumi, e per il passeggero, il 62enne olandese Philip Hubert Ter Woort.

Stando a quanto riferisce l’Ansv, i due stavano volando in VFR, vale a dire col volo a vista, senza la necessità di affidarsi a radioassistenze per la navigazione che, non sono escluse, ma rimangono un ausilio supplementare e quindi non obbligatorio. Le regole previste per questo tipo di volo sono infatti stilate secondo il principio fondamentale del ‘vedere ed essere visti‘ e, in virtù di ciò, vengono fissati dei limiti minimi e massimi di quota, di velocità, di visibilità e di distanza da nubi e ostacoli al suolo, che devono essere rispettati dal pilota affinché sia in grado di acquisire e di mantenere gli indispensabili riferimenti visivi per scorgere ed evitare in tempo eventuali ostacoli o altri aeromobili.

Complessivamente, nel 2023, le inchieste di sicurezza aperte dall’Ansv, nel comparto dell’aviazione generale, dove rientra anche il disastro aereo di Settepolesini, sono state 9. In generale, i fattori all’origine degli eventi successi durante il 2023 agli aeromobili dell’aviazione turistico-sportiva, secondo l’Agenzia, rimangono, di massima, quelli sostanzialmente già individuati per eventi simili negli anni precedenti, e sono principalmente riconducibili all’area del fattore umano.

Tra i fattori ricorrenti, l’Ansv segnala, principalmente, la scarsa pianificazione del volo da parte del pilota, in termini di verifica delle condizioni ambientali, di valutazione delle caratteristiche orografiche del territorio sorvolato, e di approfondimento delle caratteristiche dell’aeroporto/aviosuperficie di destinazione, oltre che l’inadeguata conoscenza delle caratteristiche, delle limitazioni e delle prestazioni dell’aeromobile impiegato, anche durante le fasi di volo successive ad emergenze che comportino l’esecuzione di atterraggi forzati.

È ipotizzabile quindi che, anche in questo caso, l’incidente si sia verificato per uno o più di questi motivi. Certezze però arriveranno solamente dalla relativa relazione finale d’inchiesta, che Ansv pubblicherà sul proprio sito web istituzionale. Intanto prosegue anche l’inchiesta per disastro colposo contro ignoti che, contestualmente all’Ansv, la Procura di Ferrara – pm Barbara Cavallo – ha aperto subito dopo l’accaduto, delegando gli accertamenti tecnici irripetibili al maxi-consulente Stefano Benassi e al Ris dei carabinieri di Parma, che hanno focalizzato i loro esami sulla ricerca di eventuali tracce di materiale infiammabile e chimico nelle parti del velivolo campionate durante il sopralluogo, da cui sembra potersi escludere l’ipotesi dell’esplosione in volo.

In quei tragici attimi prima della caduta in acqua infatti, a bordo del velivolo, si sarebbe sì sviluppato un principio di incendio, ma le lesioni riportate dai corpi delle due vittime non sarebbero quelle causate da un eventuale scoppio in volo.

Inoltre, restando sempre nel campo delle consulenze delegate dalla Procura, gli esami tossicologici su pilota e passeggero hanno dato esito negativo. A svolgerli è stata la tossicologa Francesca Righini, che aveva affiancato il medico legale Alessandra Bergonzini, a cui invece era spettato svolgere gli accertamenti autoptici.

Nel mentre prosegue il lavoro instancabile del Nucleo Investigativo dei carabinieri che, con non poche difficoltà dovute ai danni causati dall’acqua, stanno cercando di effettuare gli accertamenti tecnico-informatici sul telefono cellulare e sul computer di Bayumi, trovati sul fondale della cava.

I riscontri derivati da questo tipo di esami saranno successivamente utili per essere incrociati con le testimonianze raccolte sul luogo della tragedia, in particolare quelle di una signora che aveva visto passare il velivolo a una certa altezza e degli operai della cava, ma anche con l’acquisizione dei documenti della ditta incaricata della manutenzione all’elicottero.

Due al momento gli obiettivi principali per gli inquirenti, al lavoro per trovare la verità attorno all’incidente.

Il primo è capire se Bayumi, descritto come pilota esperto e dal sangue freddo, stesse volando o meno con l’ausilio del navigatore. Il secondo, invece, è indagare i motivi per cui l’elicottero, stando a una ricostruzione preliminare di quanto accaduto, abbia fatto un’improvvisa inversione di marcia, prima di precipitare.

 

 

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