Politica
10 Aprile 2024
Michela Venturi denuncia il fatto di essere stata intimidita sul luogo di lavoro dal sindaco perché di orientamento politico diverso

L’infermiera simbolo della lotta al Covid: “Alan Fabbri, non mi chiuderai la bocca”

di Redazione | 3 min

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Il suo volto e le sue parole avevano fatto il giro del mondo durante la pandemia. Lei, Michela Venturi, era infermiera nell’ospedale di Senigallia. A marzo 2020, nel pieno della prima ondata, aveva scritto sui social una lettera aperta all’allora premier Conte, in cui mostrava il viso piagato dall’uso delle mascherine e raccontava il dramma di chi viveva in trincea il Covid.

Ora Michela vive e lavora a Ferrara. E la lettera parte la scrive al sindaco Alan Fabbri. E le parole non sono dolci: “Tu menti, Alan Fabbri, spero sindaco ancora per poco”.

La critica deriva da una recente affermazione del primo cittadino, che affermava che lui il confronto con i cittadini lo farebbe tutti i giorni. “Tu menti! – ribadisce Michela Venturi -. Tu non ti confronti con le persone o, meglio, ti confronti solo con le persone che la pensano come te. Quando qualcuno la pensa diversamente da te tu lo eviti, non lo convochi neanche (Ferrara Partecipata è più di 300 giorni che aspetta di essere ricevuta), tu non ti degni di parlarci, non lo consideri perché quella persona non è uno dei tuoi prediletti”.

Non solo. L’ìnfermiera accenna a un fatto che, se fosse vero, sarebbe estremamente grave: “Oppure, ancora peggio ne fai una questione personale e tiri su il telefono, metti in campo il ‘potere’ che hai e chiami la direzione, i capi di chi vuoi far fuori e chiedi loro di farlo allontanare dal lavoro come ha fatto anche il tuo amico e collega Lodi detto Naomo”.

La lettera prosegue sullo stesso tono: “tu menti quando dici che lavori per Ferrara, tu lavori solo per te stesso e per accaparrarti i voti. Tu menti quando dici che hai risolto i problemi di Ferrara: i migranti, la sanità, il turismo, tutto è peggiorato”.

“Non si è un buon sindaco solo sistemando la Darsena o riasfaltando le strade davanti ai locali che ti interessano – sottolinea Michela Venturi – (vai a vedere le strade appena fuori dal centro di Ferrara, dove andiamo noi ciclisti). Un buon sindaco non deve essere subdolo, non deve essere vendicativo, deve avere una coscienza, deve ascoltare e deve portare rispetto anche a coloro che hanno un pensiero diverso, soprattutto se sono lavoratori che hanno contribuito, in uno dei periodi più bui della storia mondiale, a salvare la città e la popolazione”.

La mittente lascia intendere di essere stata intimidita dal sindaco: “tu Alan Fabbri non lasci libertà di pensiero, ma ascoltami e credimi quando ti dico che non sarai tu a chiudere la bocca a me e a coloro che la pensano come me: non ci hanno fermato anni di battaglie per proteggere i nostri pensieri, non ci fermerai di sicuro tu”.

“Alan Fabbri – conclude -, tu menti sapendo di mentire, ma adesso lo sappiamo anche noi e spero che questo ti faccia male tanto quanto tu hai fatto male a noi cittadini e lavoratori”.

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