Cronaca
4 Aprile 2024
Un avvocato di 77 anni è accusato di peculato dalla procura di Ferrara per fatti avvenuti tra il 2017 e il 2018. Per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio

S’intasca 160mila euro dal conto del suo assistito, amministratore di sostegno nei guai

di Davide Soattin | 2 min

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Si sarebbe appropriato del denaro di un uomo a cui faceva da amministratore di sostegno, tramite la presentazione al giudice tutelare del tribunale di Ferrara di molteplici, ravvicinate e ‘gonfiate domande di liquidazione di compenso per attività che – a suo dire – sarebbero state necessarie per far avere la pensione al suo assistito.

È quello che la procura di Ferrara contesta a un avvocato ferrarese di 77 anni, per cui nei giorni scorsi è stata formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di peculato per fatti avvenuti tra il 2017 e il 2018.

Nello specifico, secondo gli inquirenti, l’odierno accusato avrebbe ottenuto fraudolentemente dal giudice tutelare sia l’approvazione postuma che l’autorizzazione preventiva al prelievo dal conto corrente della persona seguita, dietro la presentazione di fatture redatte in forma generica con causali che andavano dall’esame e studio della pratica, passando per conferenze telefoniche, in studio e fuori studio, fino agli incontri col Comune di Ferrara, col patronato, con l’Inps e con l’Inail.

Così facendo, relativamente alle operazioni sul conto corrente della ‘vittima’, il 77enne avrebbe ottenuto l’approvazione postuma al prelievo di 51.433,97 euro in tre tranche avvenute il 12 (10.213,83 euro), il 17 (17.509,44 euro) e 20 (23.710,70 euro) ottobre 2017 e l’autorizzazione preventiva al prelievo di 82.440,28 euro in quattro occasioni, vale a dire il 1° febbraio (21.886,80 euro), il 13 marzo (21.886,80 euro), il 10 aprile (24.805,04 euro) e l’8 giugno (12.861,64 euro) 2018.

In totale si sarebbe intascato quindi 133.874,24 euro: un compenso che, per la Procura, sarebbe assolutamente spropositato rispetto ai tariffari forensi e comunque totalmente non dovutogli in considerazione della percezione della madre del suo assistito di compensi pari a 37.000 euro per le stessa attività svolte.

Ma non solo, la lente degli inquirenti sarebbe stata messa anche su l’autorizzazione preventiva che, il 21 settembre 2018, l’attuale accusato avrebbe ottenuto in maniera fraudolenta per prelevare 30.000 euro dal conto corrente del suo assistito, dietro la giustificazione di utilizzarli poi per il rifacimento della facciata di un immobile cittadino in via della Luna, che l’avvocato avrebbe fatto passare come di proprietà della vittima, quando in realtà risultava essere intestato alla madre di lui. I lavori all’edificio però, stando alle contestazioni sollevate dal pm, non sarebbero mai stati effettuati e la somma prelevata sarebbe finita direttamente nelle tasche del 77enne oggi finito nei guai.

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