Politica
3 Aprile 2024
A distanza di 388 giorni dall'interrogazione arriva la risposte del sindaco che la consigliera reputa "superficiale, insufficiente, imbarazzante, indifferente"

Anna Ferraresi chiede più trasparenza sulle decisioni della Ctss

(Foto di Riccardo Giori)
di Redazione | 4 min

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Dal 6 marzo 2023 al 28 marzo 2024, 388 giorni ha dovuto attendere Anna Ferraresi per ricevere risposta alla sua interrogazione in merito alla Conferenza territoriale socio sanitaria (Ctss). La consigliera del Gruppo Misto chiedeva, in sostanza, di rendere pubbliche le sedute della conferenza, se non nella diretta streaming almeno nei verbali, o comunque promuovere momenti pubblici di confronto.

Nella risposta all’interrogazione firmata da Fabbri (presidente della Ctss) viene  risposto citando l’articolo 9 comma 5 del regolamento nel quale si legge: “Le sedute di Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria sono di norma aperte, con facoltà del Presidente di proporre all’assemblea di escludere il pubblico, proseguire la discussione a porte chiuse, in considerazione dei temi all’ordine del giorno”. Fabbri fa anche notare che dal periodo dell’emergenza pandemica le sedute si trasferirono in videoconferenza e che rimasero tali anche dopo per semplificare la partecipazione di tutti i componenti.

Ciò a cui il sindaco però non fa riferimento sono le considerazione che Ferraresi apportava nella sua interrogazione nella quale “si desidera porre all’attenzione il grave stato di difficoltà delle strutture sanitarie pubbliche, come riportato dalla cronaca quotidiana. Si segnala l’esistenza di liste d’attesa interminabili per la prenotazione di prestazioni diagnostiche, visite specialistiche e interventi chirurgici, nonché spesso la sospensione totale degli appuntamenti. Tali situazioni generano un forte disagio per i pazienti e le loro famiglie”.

Entrando poi più nello specifico Ferraresi faceva notare come “il Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Anna di Cona si trova in una situazione drammaticamente critica, nonostante la recente apertura del Punto Bianco nella cittadella di San Rocco. Tale struttura non riesce ad alleggerire il notevole flusso di pazienti che si rivolgono all’unico Pronto Soccorso presente nel Comune di Ferrara, situato presso l’Ospedale di Cona. La situazione è ulteriormente aggravata dalla lunga attesa dei pazienti in barella prima di essere ricoverati nei reparti e dalla carenza di personale medico e infermieristico”.

Secondo la consigliera “questo stato di cose avrebbe dovuto allertare il sindaco, a cui avevo richiesto urgentemente la convocazione di un Consiglio Comunale Speciale dedicato al tema della Sanità ferrarese, con la partecipazione delle sigle sindacali e della direzione Ausl di Ferrara, al fine di individuare soluzioni efficaci per migliorare la situazione sanitaria nel territorio”.

La Ctss, fa notare, “può infatti promuovere, nel rispetto delle Autonomie Locali, momenti di incontro e confronto in tema di promozione della salute e benessere sociale, pubbliche e con i Consigli Comunali dei Comuni o Unioni facenti parte della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Articolo 5/funzioni della Ctss)”.

Pare però che le richieste della consigliera siano “rimaste nel più assoluto oblio e indifferenza”. La stessa aveva infatti interrogato il sindaco per chiedere “se ritenesse normale e lecito che nessuno sia a conoscenza di ciò che viene detto e deciso in tale conferenza, considerando che questa risulta blindata e secretata, violando il diritto costituzionale della democrazia partecipativa che contempla il bene primario dei cittadini, quale la salute”.

Alla consigliera del Gruppo misto “risulta strano e bizzarro che il sindaco, notoriamente assente nei suoi ruoli istituzionali, sia improvvisamente emerso sotto campagna elettorale il 16 marzo 2024 lanciando l’allarme del Pronto Soccorso di Cona sui social media, prendendo come esempio il caso di una signora anziana diabetica in attesa da ore. Egli scriveva su Facebook: ‘È normale che un serio amministratore chieda di tutelare la salute dei propri cittadini'”.

Sottolinea quindi “che il sindaco non può risolvere direttamente una situazione complessa come quella sanitaria di un territorio, ma può fornire strumenti di informazione autentica e promuovere azioni coordinate con le autorità sanitarie competenti”. E anche che “è ora che il sindaco Alan Fabbri si assuma le proprie responsabilità”. In particolare “se davvero vuole essere considerato un amministratore serio, perché non tutelare la salute di tutti i cittadini? Cosa ha impedito al sindaco Alan Fabbri di ottemperare alla convocazione di un Consiglio Comunale dedicato alla sanità pubblica?”

Secondo Anna Ferraresi, “in tutta questa vicenda, dove il primo cittadino si erge a difensore dei diritti degli ammalati, emergono chiare le dinamiche propagandistiche sempre presenti. La dimostrazione è la risposta superficiale, insufficiente, imbarazzante, indifferente a un problema sentito da pazienti e operatori sanitari del Pronto Soccorso di Cona, a cui va la mia più sentita solidarietà”.

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