Arriva dopo oltre un anno – e in forma scritta – la risposta da parte del vicesindaco Nicola Lodi all’interpellanza di Ilaria Baraldi, consigliera del Partito Democratico, sulla costruzione della centrale biometano di via Ponte Assa, a Villanova.
Nello specifico, a febbraio 2023, l’esponente dem aveva chiesto al braccio destro del sindaco Alan Fabbri di fare chiarezza sulle interlocuzioni intrattenute con la ditta Alvus – realizzatrice del progetto – in modo da comunicare correttamente ai cittadini i termini progettuali dell’opera, le modalità di approvvigionamento della materia di lavorazione e la quantità di materiale trattato, oltre che di far sapere se questi termini erano potenzialmente negoziabili tramite il confronto con i cittadini residenti nella frazione.
Oggi però, a distanza di dodici e più mesi, il vicesindaco ha liquidato quella richiesta di informazioni con una non risposta, limitandosi a far sapere alla consigliera dem che sulla tematica si era “espressa direzione attraverso la commissione informativa III + IV svoltasi in data 19 aprile 2023 alle ore 15, indetta su richiesta dei consiglieri di maggioranza”. Per Lodi quindi – che non fornisce chiarimenti nel merito – “non serve ricordare che tale progettualità sul territorio del forese è già stata investigata in molteplici occasioni“.
L’interpellanza di Baraldi era arrivata dopo le parole pronunciate dallo stesso vicesindaco durante la seduta del Consiglio Comunale del 6 ottobre 2022.
Lì, in quella circostanza, rispondendo alla mozione presentata dal gruppo consiliare del Pd relativamente al mancato coinvolgimento e la mancata informazione dei residenti circa l’iter amministrativo e le autorizzazioni per la costruzione della centrale, l’assessore aveva testualmente affermato, come riportato da verbale della seduta: “Ma abbiamo oggi un’azienda che dice: ok, voi dite no, io faccio ricorso – questo lo sappiamo benissimo – lo vinco e a Villanova costruisco lo stesso l’impianto. Bene. Quindi sul tavolo c’è una proposta di questa azienda, che dice: ok, ho sbagliato – e questo ho detto all’azienda – ho sbagliato il metodo comunicativo con Villanova, non ho detto niente a Villanova, ho fatto l’iter ad Arpae e ve l’ho messo sul tavolo, quindi noi ne prendiamo atto. Il Comune di Ferrare ne prende atto. Diciamolo che il Comune di Ferrara ne prende atto. Quindi l’azienda ci dice: scusateci, siamo disponibili a un confronto ed arrivare a un accordo, che è quello di ridurre al 50% l’impianto con un articolo 11. Questa è la realtà”.
Lodi aveva poi proseguito: “Quindi responsabilmente noi diciamo abbiamo votato contro, c’è il rischio di costruirlo lo stesso. Questo è il rischio. Quindi decidiamo di dire all’azienda: Ok, formulateci una proposta – ed è quello che sta succedendo – e noi accettiamo pur di non rischiare la totalità dell’impianto di ridurlo al 50%. Questa è una scelta responsabile. Questa è una scelta responsabile che bisogna spiegarlo ai cittadini. E grazie a quel giorno che la maggioranza ha detto no, si è riusciti ad arrivare a questo punto. Altrimenti oggi l’impianto sarebbe già in costruzione. E questo lo devono sapere i cittadini. Oggi sarebbe già in costruzione. E se oggi è fermo e c’è il rischio addirittura che non si faccia al 50%, è grazie alla maggioranza”.
“Da tali affermazioni – aveva sottolineato Baraldi – sembra quindi che l’amministrazione comunale abbia negoziato e concordato con la ditta costruttrice una riduzione della dimensione dell’impianto, con una conseguente significativa riduzione della portata e della produzione dello stesso, addirittura della metà non avendo specificato ulteriormente, il vicesindaco Lodi ha quindi dichiarato che tramite la sua intercessione, la ditta Alvus srl, realizzatrice dell’impianto, si era detta disponibile a dimezzare l’impianto”.
Il ceo della ditta Alvus srl, Christof Erckert, intervistato da Estense.com, aveva però specificato che l’accordo con il Comune di Ferrara prevede che la percentuale del 50% sia da considerarsi relativa non alla portata della centrale a regime, bensì alla quantità prodotta nel periodo di avviamento, considerato più critico. Ma una volta avviata, la centrale lavorerà al 100%, nonostante la scorsa estate fosse stata la stessa Alvus srl a promettere ai cittadini residenti meno traffico e meno biomasse, ossia una riduzione dell’impianto da 1.000 a 500 Sm³/ora, oltre ad un progetto di riduzione del traffico e dell’impatto olfattivo e sonoro tramite scelte che sembravano andare incontro alle richieste dei residenti.
Un’ipotesi, quella del promesso dimezzamento della centrale, che comunque non ha mai riscosso il favore e la credibilità dei residenti di Villanova che, in gruppo, ormai da due anni manifestano cercando di far sentire la loro voce contro la costruzione dell’impianto, preoccupati, oltre che per le ricadute su vivibilità, viabilità e sicurezza sanitaria della zona, soprattutto perché – come loro stessi avevano affermato – “a impianto autorizzato non abbiamo ancora avuto nessuna comunicazione o informazione su come sta andando avanti il progetto. Né dall’amministrazione, né dalla ditta”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com