Cronaca
23 Marzo 2024
Pena sospesa subordinata al risarcimento danni di 15mila euro alla parte civile. L'uomo le aveva generato un grave stato di ansia e di paura costringendola a farsi accompagnare al lavoro dalla figlia

Perseguitò l’ex collega vedova, condannato a un anno

di Davide Soattin | 2 min

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Il tribunale di Ferrara ha inflitto un anno (con pena sospesa subordinata al risarcimento danni di 15mila euro alla parte civile) al 61enne ferrarese finito a processo con l’accusa di stalking nei confronti dell’ex collega 55enne per averle provocato un grave stato di ansia e di paura tale da portarla a modificare le proprie abitudini di vita, dapprima costringendola a farsi accompagnare al lavoro dalla figlia e poi a cambiare ripetutamente le proprie mansioni nella ditta di spedizioni in cui lavorava poiché seriamente preoccupata per la sua incolumità fisica.

I fatti finiti al centro del procedimento iniziano il 24 dicembre 2021, quando l’uomo consegna una lettera scritta a mano alla donna che, con sconcerto, scopre essere piena di scritte dai contenuti volgari ed espliciti. È solo il principio di un incubo che, col passare delle settimane, dopo la morte del marito di lei avvenuta a fine gennaio 2022, inizia a farsi sempre più pressante e fastidioso. Nonostante il licenziamento da parte della ditta in cui lavorava con la vittima infatti, che lo aveva anche bloccato, comincia a telefonarle e a inviarle – con il suo numero di telefono e con quello di altri – messaggi offensivi e molesti in maniera ripetuta e ostinata.

Ma non solo. Il 61enne decide di importunare la donna anche sul posto di lavoro. Il 24 maggio 2022 lei trova sull’armadietto una rosa gialla, fiore preferito del defunto marito, mentre pochi giorni dopo viene avvicinata dall’imputato che, con fare minaccioso e intimidatorio, le urla addosso una serie di insulti. Dopo la prima aggressione verbale (una seconda si sarebbe poi verificata il 21 giugno sempre con le stesse modalità) la malcapitata viene accompagnata dalle colleghe fuori dal magazzino in cui stava lavorando, dove viene colta da un attacco di panico.

Non contento, oltre a perseguitare la 55enne, l’uomo ha anche contattato la figlia della donna e il suo fidanzato con messaggi su Facebook, al fine di avere informazioni sulla vittima e denigrarli con frasi offensive. In una circostanza poi ha fatto recapitare alla ragazza un mazzo di rose e una busta contenente 450 euro e un biglietto con cui si scusava per quanto fatto nei confronti della madre, ammettendo i propri errori. Ciò però non è bastato a salvarlo dalla querela che la vittima – assistita dall’avvocato Giacomo Forlani – ha sporto nei suoi confronti, con l’apertura di un procedimento che l’ha visto condannato a un anno.

 

 

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