È stato condannato a un anno, con sospensione della pena subordinata al pagamento di una provvisionale di 30.000 euro alla parte civile, Manuel Alleati, il 52enne rappresentante legale di una cooperativa edile di Ferrara per la morte di Giuseppe Fiore, l’operaio di 59 anni deceduto il 7 marzo 2021 mentre stava lavorando in un appartamento in zona Gad.
Fiore, che era lavoratore autonomo, era stato chiamato (all’insaputa della ditta) da un dipendente della cooperativa edile, Geremia Corcione, napoletano di 64 anni, per eseguire delle operazioni di scarico dei materiali di risulta da un balcone, al terzo piano di un appartamento in corso di ristrutturazione in via Oberdan. A un certo momento l’uomo perse l’equilibrio e precipitò al suolo – questa la ricostruzione avanzata dalla Procura – a causa dell’insufficiente altezza della ringhiera del balcone e dell’instabilità dell’elevatore, che non fu in grado di reggere un secchio pieno di detriti e il lavoratore stesso.
Per quel fatto Corcione, anche lui imputato per omicidio colposo per non aver provveduto a fissare in maniera corretta il puntello cui era ancorato l’elevatore da cui cadde fatalmente Fiore, aveva scelto di patteggiare la pena a dieci mesi di reclusione.
La sentenza del giudice Carlotta Franceschetti è arrivata nel primo pomeriggio di ieri (martedì 19 marzo) dopo che il pm Isabella Cavallari aveva chiesto per l’imputato otto mesi di reclusione.
Alleati – difeso dall’avvocato Riccardo Caniato – era a processo per omicidio colposo per non aver adottato idonea precauzione contro il rischio di caduta, non avendo garantito che la ringhiera del balcone fosse abbastanza alta (doveva essere almeno un metro mentre era solo 80/90 cm) e per non aver adottato un sistema di sollevamento carichi con un fissaggio che lo rendesse stabile.
Nel corso del procedimento era stata accettata la costituzione di parte civile per uno dei fratelli della vittima.
Le motivazioni della sentenza sono attese entro 90 giorni.
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