Cronaca
11 Marzo 2024
Nell'area in cui è andato a fuoco il veicolo qualcuno ha lasciato un messaggio scritto su una tavoletta di legno e tre rose

Morti carbonizzati nel camper. “Vogliamo la verità”

di Davide Soattin | 4 min

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Verità. È quella che oggi qualcuno chiede per lo scoppio del camper nel parcheggio del punto vendita Decathlon di via Ferraresi in cui, nella serata di martedì 6 febbraio, hanno improvvisamente perso la vita due persone per cause attualmente ancora in fase di accertamento.

Nelle ultime ore infatti, proprio nella zona in cui era parcheggiato il veicolo andato a fuoco, qualcuno ha scritto un messaggio e lasciato tre rose, mentre tutt’intorno ci sono ancora ben visibili i resti carbonizzati degli oggetti andati a fuoco quella sera.

Vogliamo la verità sul tragico evento accaduto il 6 febbraio 2024 in questo luogo” è l’appello che una mano ignota ha lasciato nero su bianco su una tavoletta di legno, avvolta nel cellophane per evitare che la pioggia degli ultimi giorni ne potesse cancellare il contenuto.

Al momento non si sa chi possa aver lasciato quel messaggio, di sicuro qualcuno vicino alle due vittime, che dopo oltre un mese aspetta risposte.

Su quanto accaduto, la Procura di Ferrara – pm Ombretta Volta – ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo a carico di ignoti, così come ignote – per ora – sono le persone offese. Tutto però – come già si diceva nelle ore successive al tragico fatto – lascia purtroppo presagire che siano madre e figlio: il 60enne Stefano Cavalieri e l’87enne Mirella Graziosi, entrambi nati a Bologna, e residenti in un appartamento situato al piano terra al civico 7 di vicolo Nanni Loy a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello, in provincia di Rovigo.

Avevamo usato e usiamo tuttora il condizionale perché conferme a riguardo arriveranno solamente con gli esiti degli accertamenti medico-legali, che sono attesi a stretto giro.

Contestualmente, il camper e le due bombole a gpl che erano presenti nella cabina sono stati messi sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e trasferiti all’interno del comando provinciale dei vigili del fuoco di via Verga. Lì, gli uomini del Nucleo Investigativo Antincendio hanno svolto la loro perizia con l’obiettivo di determinare le cause per cui si sono sprigionate le fiamme. Nello specifico, l’interesse è sapere il modo in cui l’incendio o lo scoppio sono stati innescati.

Stando a quanto si apprende, il figlio – proprietario del veicolo – da diverso tempo usava il camper come sua abitazione, nonostante pagasse l’affitto per la sua residenza ufficiale in una casa di Santa Maria Maddalena, dove anche la madre abitava. A tal proposito, nell’ultimo periodo, l’uomo è stato visto in sosta nei parcheggi dei centri commerciali della provincia di Rovigo col suo veicolo, proprio come aveva fatto nei giorni scorsi a Ferrara, quando l’esplosione non ha lasciato scampo a lui e a sua madre.

Una circostanza quindi abbastanza comune per lui, quella di viaggiare, vivere e dormire sulle quattro ruote. Resta da capire perché con lui, quella volta, abbia portato anche la madre che, solitamente, dicono i vicini di casa, se ne stava nel loro appartamento di via Nanni Loy. Anche su questo aspetto hanno lavorato gli inquirenti, che hanno setacciando le telecamere di sorveglianza della zona, da cui sembrerebbe emergere che quel camper sostava nel parcheggio di via Ferraresi già da un paio di giorni.

I due erano arrivati a Santa Maria Maddalena dopo un periodo trascorso a Consandolo, nel Comune di Argenta.

La madre soffriva di problemi all’udito. Era affetta da ipoacusia, una patologia che si manifesta quando non si sentono bene i suoni o non si capiscono le parole, ed era già conosciuta dai servizi sociali dai quali era presa in carico. Lui invece si era sposato dal 2005 con una donna di nazionalità straniera, da cui si era separato. Aveva anche due figli.

Una vicina ha riferito che la donna era sempre in casa e interagiva poco con i vicini, mentre lui andava e veniva con il camper. Chi li ha incrociati qualche volta li descrive come riservati, poco inclini a interagire e partecipare alla vita della comunità, motivo per cui sono poco conosciuti in paese. Altri invece come persone tranquille, senza problemi di alcun tipo. Anche la casa risultava essere pulita, curata e in ordine.

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