Ars Et Labor – Pietracuta. Parlato: “Dispiace aver perso punti così”
“Dispiace aver perso punti in questo modo”, ha spiegato l’allenatore, sottolineando come la squadra non sia riuscita a concretizzare quanto prodotto
“Dispiace aver perso punti in questo modo”, ha spiegato l’allenatore, sottolineando come la squadra non sia riuscita a concretizzare quanto prodotto
Ecco “Rumba. L’asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato”, al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara fino al 22 marzo: lo sguardo è più disincantato rispetto agli altri due lavori, la denuncia prevale sulla speranza
Trasferta amara per l’Ars Et Labor che non va oltre l’1-1 sul campo del Pietracuta. Una prestazione opaca per i biancazzurri, salvati solo nel finale dal gol di Piccioni dopo essere andati in svantaggio a cinque minuti dalla fine
C’è anche il contributo dell’Università di Ferrara e della sezione di Ferrara dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nella scoperta della nuova particella Ξcc⁺, annunciata nei giorni scorsi dalla collaborazione internazionale dell’esperimento LHCb al Cern di Ginevra
We Will Rock You, lo spettacolo teatrale ufficiale dei Queen, accenderà il palco del Teatro Comunale Claudio Abbado Ferrara il 24 e 25 marzo, con uno degli spettacoli più amati del teatro musicale contemporaneo.
Avrebbero perseguitato la titolare del bar vicino a casa, rendendole la vita un incubo tra stress, ansia e paura per lei, i suoi familiari e i suoi clienti. Oggi, per quei fatti, la Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati un uomo di nazionalità albanese di 31 anni per stalking in concorso con una donna italiana di 34 anni, sua convivente, finita sotto la lente degli inquirenti anche per lesioni aggravate, dal momento che avrebbe alzato le mani nei confronti della gestrice del locale, causandole ferite guaribili in sette giorni.
Diversi gli episodi su cui adesso stanno indagando gli uffici di via Mentessi, avvenuti tra novembre 2022 e il febbraio scorso, quando i due odierni indagati, oggi sottoposti alla misura dell’obbligo di firma, avrebbero iniziato a pianificare e mettere in atto un vero e proprio piano persecutorio.
Nello specifico, oltre a minacciare di morte la barista, apostrofata come “troia e puttana”, i due – a vario titolo – se la sarebbero presa anche con i parenti di lei, sotto gli occhi attoniti e spaventati dei clienti. Prima con il padre e con il figlio disabile della vittima, provocando un attacco di panico a quest’ultimo, dopo aver promesso a entrambi di ucciderli e di spezzare loro le gambe, poi con la madre di lei, offendendola e intimidendola perché si era permessa di parcheggiare la sua automobile vicino alla loro abitazione, che confinava con lo stabile di proprietà del bar.
A farne le spese però sarebbero stati anche i dipendenti del locale. La 34enne infatti, dopo aver ingiuriato la titolare, a cui avrebbe detto “non ti faccio uscire viva dal locale”, avrebbe fatto lo stesso con un ragazzo che lavorava dietro il bancone: prima dicendogli “vengo lì e ti sgonfio” e poi dandogli uno schiaffo in faccia. Successivamente, non contenta, avrebbe chiuso entrambi dentro il bar bloccando la porta di ingresso, urlando “siete due merde, sei un drogato di merda, fino a quando non arriva la pattuglia non vi faccio uscire”.
In altre occasioni, invece, i due – in autonomia o insieme – avrebbero bloccato l’accesso al magazzino del bar con il loro furgone, impedendone così l’accesso ai lavoratori. E, in una circostanza, quando la vittima aveva citofonato alla coppia per chiedere di spostare il veicolo, la situazione avrebbe preso improvvisamente una brutta piega. Lui le avrebbe risposto con un secco “vaffanculo” e lei, invece, le avrebbe prima sputato in faccia, rifilandole una scarica di calci e pugni, facendola poi svenire e provocandole lesioni guaribili in sette giorni.
Sempre in quel frangente, l’odierna indagata le avrebbe poi danneggiato a mani nude l’automobile di sua proprietà, ripetendo ciò che aveva già fatto precedentemente, quando l’aveva tamponata e l’aveva deliberatamente strisciata col suo furgone.
Altre volte invece i due avrebbero scelto di infastidire col gas di scarico del loro furgone i clienti del bar lasciandolo acceso davanti al luogo di consumazione oppure ascoltando musica ad alto volume dal balcone della loro casa. Ma non solo, avrebbero chiesto più e più volte l’intervento di carabinieri e polizia locale per motivi pretestuosi, segnalando schiamazzi da parte degli avventori e musica disturbante che però, una volta giunte sul posto, le pattuglie delle forze dell’ordine non hanno mai riscontrato.
Tra gli episodi finiti al centro dell’indagine c’è anche un pedinamento da parte della 34enne che, a bordo della sua Fiat 500, avrebbe inseguito la titolare del bar. Mentre lo scorso 4 febbraio, quest’ultima sarebbe stata costretta a rintanarsi nella cucina del locale per circa venti minuti dopo che, nel corso di un festeggiamento, l’odierna indagata le avrebbe urlato dalla strada “io ti ammazzo, mi hai rotto i coglioni, mi vuoi provocare?” e poi avrebbe afferrato un bastone colpendo ripetutamente i bidoni del pattume, le siepi e i cavi dell’illuminazione, rompendoli.
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