Salute
4 Marzo 2024
Le due Aziende Sanitarie ferraresi aderiscono illustrando il lavoro dei Servizi dedicati a una patologia molto comune

Giornata contro l’Hpv: l’importanza dello screening per la prevenzione

di Redazione | 8 min

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Lunedì 4 marzo ricorre la Giornata Internazionale contro il Papilloma Virus Umano (Hpv). La ricorrenza si pone l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei rischi associati a questo virus e di diffondere le strategie di prevenzione – sia per la donna che per l’uomo – finalizzate ad evitare forme tumorali e altre malattie correlate al virus. Anche le due Aziende Sanitarie ferraresi aderiscono alla Giornata illustrando il lavoro dei Servizi dedicati alla prevenzione e cura di questa patologia.

Lo screening per il cervicocarcinoma e la vaccinazione contro il Papillomavirus sono due facce della stessa medaglia: l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara sono fortemente impegnate nella lotta contro il virus Hpv, attraverso un approccio integrato e multidisciplinare con l’obiettivo di eradicare le patologie Hpvcorrelate.

LO SCREENING. “L’Hpv (papillomavirus umano) – spiega la dottoressa Caterina Palmonari, direttrice dell’Unità Operativa di Epidemiologia, screening oncologici, programmi di promozione della salute dell’Azienda Usl di Ferrara – è un virus che provoca un’infezione molto frequente, che la maggior parte delle persone contrae almeno una volta nella vita. La maggior parte delle lesioni guarisce spontaneamente ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali. Ci vogliono però molti anni perché le lesioni si trasformino e solo pochissime delle donne con infezione da papillomavirus sviluppano un tumore del collo dell’utero. Per molto tempo il tumore dell’utero ha rappresentato per le donne la più frequente forma di carcinoma, ma già da diversi anni la situazione è profondamente cambiata proprio grazie allo screening di prevenzione ed il numero di diagnosi di decessi per cervicocarcinoma continua a diminuire. Al contrario, dove non vengono eseguiti esami di prevenzione, come ad esempio nei Paesi in via di sviluppo, questo tumore è ancora oggi la seconda causa di morte per cancro nelle donne. Grazie al programma di screening di prevenzione in Emilia- Romagna l’incidenza del cancro cervicale invasivo si è ridotta nella popolazione bersaglio del 40% e la mortalità nel 50%”.

Lo screening di popolazione per la prevenzione del tumore al collo dell’utero rappresenta oggi, insieme al vaccino anti Hpv, lo strumento più efficace a disposizione affinché le donne non sviluppino questo tumore in quanto, grazie ai test di screening, si è in grado di rilevare la presenza del papilloma virus (Hpv), principale causa del tumore alla cervice uterina, e di individuare e trattare precocemente le lesioni precancerose, prevenendo così la formazione di tumori invasivi.  Il programma di screening regionale prevede l’offerta gratuita a tutte le donne, in fascia di età compresa tra i 25 ed i 64 anni, di un test Hpv o di un Pap test, esami efficaci e semplici che vengono eseguiti dalle Ostetriche presso tutti i Consultori attivi sul territorio provinciale.

Attualmente il programma di screening prevede due percorsi differenziati per età:

  • nella fascia di età 25-29 anni (in donne che non hanno effettuato almeno 2 dosi di vaccino prima dei 15 anni): Pap test come test di screening primario ogni 3 anni, cioè un esame di tipo morfologico che ricerca le modificazioni cellulari;
  • nella fascia di età 30-64 anni, e donne dai 25 ai 29 anni che hanno effettuato almeno 2 dosi di vaccino prima dei 15 anni: Test-Hpv come test di screening primario ogni 5 anni, cioè un esame in grado di rilevare la presenza del Dna del virus.

“Nel 2022 – prosegue Palmonari – il Centro Screening Oncologici di Ferrara ha invitato 19.817 donne a partecipare al programma di prevenzione ed il 73% di queste ha eseguito l’esame di screening. Questa importante adesione ha consentito di rilevare la presenza 758 Hpv test positivi e 137 Pap test positivi e per tutte queste donne sono stati già attivati i necessari percorsi di approfondimento. In media a Ferrara, come nel resto della nostra regione, il programma di screening di prevenzione rileva circa una lesione precancerosa ogni 132 donne e un tumore ogni 5.000 donne che aderiscono. La maggior parte delle lesioni riscontrate vengono trattate con piccoli interventi chirurgici, fatti in ambulatorio e con un’anestesia locale”.

PRESSO L’UNITA’ OPERATIVA DI OSTETRICIA GINECOLOGIA DELL’OSPEDFALE DI CONA vengono svolti gli approfondimenti diagnostici di secondo livello: La colposcopia. Si tratta di un’indagine che si esegue in regime ambulatoriale e viene effettuata mediante un sistema ottico a diversi ingrandimenti (il colposcopio). Lo scopo è individuare le aree anomale a livello della giunzione squamo-colonnare della cervice, sede più frequente delle lesioni precancerose causate dall’infezione persistente da Hpv, ed eseguire su di esse una o più biopsie mirate.

Le lesioni cervicali identificate dall’esame istologico sono Cin1, Cin2 e Cin3 (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale rispettivamente di grado 1, 2 e 3). Le lesioni Cin1, anche dette di basso grado, hanno un’alta probabilità di regredire spontaneamente, sono meritevoli di follow-up citologico e trattate solo se persistenti; pertanto, se la colposcopia risulta negativa o individua anomalie istologiche di basso grado, è previsto il reinvio per follow up al I livello di screening. Vi è invece indicazione a trattare le lesioni di alto grado in quanto precancerose: Cin2 e Cin3. L’escissione con ansa a radiofrequenza di tali lesioni è il trattamento di scelta, viene eseguito in regime ambulatoriale, sotto guida colposcopica, con anestesia locale. Successivamente le pazienti rimangono in carico presso l’ambulatorio colposcopico per i successivi controlli previsti dal protocollo regionale.

“Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – evidenzia il professor Pantaleo Greco, direttore dell’Unità Operativa –  nel 2023, sono state eseguite 1276 colposcopie; nell’ambito del percorso di screening di II livello sono stati eseguiti 77 interventi escissionali: 49 per Cin2 (64%) e 19 per Cin3 (25%)”.

IL VACCINO. Dal 2007 è possibile prevenire l’infezione da Papillomavirus (Hpv) grazie ad un efficace vaccino che permette di prevenire oltre il 90% dei tumori associati a Hpv. Prevenire l’infezione da parte dei ceppi del virus contro cui sono diretti permette di evitare anche la formazione di lesioni precancerose che nel tempo potrebbero progredire in un tumore. Raggiungendo livelli elevati di copertura vaccinale, il tumore della cervice uterina e gli altri tumori correlati all’Hpv ridurrebbero drasticamente la loro incidenza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’obiettivo è arrivare ad una copertura vaccinale del 90% delle ragazze entro i 15 anni di età entro il 2030.

La vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente a:

  • tutti i ragazzi e le ragazze a partire dal compimento dell’undicesimo anno d’età;
  • alle ragazze al compimento dei 25 anni, se non vaccinate in precedenza.

La gratuità è prevista anche per tutte le donne con diagnosi di lesione Hpv correlata, fino ai 45 anni di età. Con i nuovi Piani Nazionale e Regionale di Prevenzione Vaccinale, il vaccino viene inoltre offerto gratuitamente fino a 45 anni di età, senza distinzione di sesso, nei soggetti rientranti nelle categorie di rischio (Msm, Hiv+, soggetti che intraprendono il percorso di transizione, sex workers, ecc).

“Nella provincia di Ferrara, nel corso del 2021 e del 2022 – dichiara la dottoressa Clelia de Sisti, direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl di Ferrara – è stata effettuata un’azione di recupero per le coorti di nascita 2009 e 2010, non invitate in periodo pandemico e nel 2023 ci si è riallineati con l’invito dei nati del 2011 e del 2012. Contestualmente sono state invitate le 25enni. Questa azione di recupero ha ottenuto ottimi risultati, permettendo di raggiungere coperture vaccinali di un certo riguardo. La campagna di vaccinazione in corso nel 2024 interessa i nati nel 2012 per la seconda dose e i nati nel 2013 per ciclo completo”.

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Hpv, nella settimana dal 4 all’8 marzo, l’Unità Operative di Igiene Pubblica dell’Azienda Usl di Ferrara ha organizzato sedute vaccinali dedicate con invito delle donne 25enni nate nel 1999 non vaccinate in precedenza.

E’ importante ricordare che, data l’efficacia comprovata della vaccinazione, la Regione Emilia-Romagna ha rimodulato il Programma di screening del tumore della cervice uterina ed è stata posticipata a 30 anni la prima chiamata allo screening per le donne vaccinate con almeno due dosi per Hpv, entrambe somministrate prima del compimento dei 15 anni. Quindi dal 2023 nella nostra Regione, le venticinquenni già vaccinate entro i 15 anni con almeno due dosi contro il Papilloma virus faranno il primo test a 30 anni e non più a 25.

“Rimane indispensabile – termina De Sisti – mantenere e rafforzare la campagna di vaccinazione contro Hpv, con il coinvolgimento attivo del territorio (in particolare Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale e consultori familiari) e degli specialisti (in primis pediatri, ginecologi, oncologi) con azioni di counselling e promozione di questo vaccino, uno “scudo” contro i tumori della cervice uterina, della vulva e della vagina nella donna, del pene nell’uomo, dell’ano e del cavo orale in entrambi i sessi”.

LA MALATTIA. L’infezione da Hpv è molto frequente ed è trasmessa prevalentemente per via sessuale. Si stima che circa l’80% delle donne venga in contatto con HPV nella vita, con due picchi di prevalenza, a 25 anni e a 50 anni. Tra i diversi tipi di virus, lo Iarc (International Agency for Research on Carcer) ha individuato 13 genotipi ad alto rischio oncogeno, tra cui Hpv 16 e 18, e 12 genotipi a basso rischio oncogeno, tra cui 6 e 11, i principali responsabili di lesioni benigne cutanee quali i condilomi; alcuni di questi virus sono tra i bersagli della vaccinazione anti Hpv. La maggior parte dei virus causa un’infezione transitoria, ma la persistenza dell’infezione virale all’interno della cellula è la condizione necessaria per la trasformazione tumorale, insieme ad altri fattori predisponenti individuali (ad esempio immunodepressione e fumo).

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