Argenta
29 Febbraio 2024
La Procura ha aperto un'inchiesta contro ignoti per furto pluriaggravato e detenzione di arma e munizioni da guerra. Gli inquirenti non escludono nessuna pista: dal caso isolato al piano studiato nei minimi dettagli da professionisti

Mitraglietta rubata ai carabinieri. Perquisizioni nell’Argentano

di Davide Soattin | 3 min

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Argenta. Dopo il ‘saccheggio’ ai danni della ‘gazzella’ dei carabinieri, avvenuto nella nottata tra lunedì 26 e martedì 27 febbraio a San Nicolò, dietro il coordinamento della Procura di Ferrara, gli inquirenti stanno effettuando perquisizioni domiciliari nel territorio comunale di Argenta con l’obiettivo di ritrovare al più presto la mitraglietta M12 e le 170 munizioni rubate che da oltre quarantotto ore mancano all’appello, mentre resta alto il livello di allerta per la presenza di qualcuno che, armato in maniera pesante, potrebbe causare problemi all’ordine pubblico.

Stando a quanto si apprende, dopo essere intervenuti per un incidente stradale, i carabinieri erano stati chiamati in un’abitazione di San Nicolò per sedare una lite in famiglia. Arrivati sul posto, in una zona periferica tra le campagne dell’Argentano, avevano parcheggiato e chiuso la loro jeep sul ciglio della strada e poi erano entrati nella casa dove marito e moglie stavano discutendo. È in quel frangente che una o più persone, approfittando del momento, avevano sfondato il vetro posteriore dell’automobile e avevano portato via tutto quello che hanno trovato.

Il bottino parla di due mitragliette M12, quelle che solitamente vengono utilizzate durante i posti di blocco, le relative munizioni, per un totale di circa 170 colpi, due manganelli e un bollettario. A eccezione di una delle due M12 e dei proiettili, di cui è stato rinvenuta solamente la custodia vuota, nella mattinata di martedì 27 febbraio, il resto della refurtiva è stato trovato in un sacco, anche quello in dotazione ai carabinieri, che galleggiava in un canale che scorre ai lati di via Curiona, individuato da un operatore ecologico e recuperato dai vigili del fuoco.

Le ricerche erano poi proseguite durante l’intera giornata di martedì, anche nella zona di Santa Maria Codifiume, ma con esito negativo.

Per quanto accaduto, oltre a ordinare le perquisizioni, la Procura ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti in cui le ipotesi di reato sono furto pluriaggravato e detenzione di arma e munizioni da guerra, mentre le indagini proseguono a tutto tondo per cercare di ricostruire la dinamica degli eventi e dipanare l’alone di mistero che avvolge la vicenda, senza escludere nessuna pista investigativa. Ma, anzi, ampliando il campo delle ipotesi alla ricerca di una verità dei fatti che ancora non c’è.

Sono quindi molteplici gli interrogativi e le ipotesi avanzate nelle ultime ore, sia sull’identità di chi ha compiuto il furto che sulle modalità in cui l’ha fatto. Si è trattato di balordi che casualmente passavano nella zona e, vedendo ferma la pattuglia, avrebbero deciso di ‘saccheggiarla‘ o di veri e propri professionisti che avrebbero agito secondo un piano preciso, magari utilizzando l’incidente e la lite familiare come espedienti per attirare, seguire e poi far finire in trappola i carabinieri, distogliendo la loro attenzione e derubandoli mentre si trovavano nell’appartamento?

Domande che al momento non hanno ancora trovato risposta. Così come senza risposta per ora sono anche i quesiti relativi al modo in cui è stato possibile che due mitragliette M12, solitamente custodite con sistemi di aggancio interni alla ‘gazzella‘, possano essere state rubate con così tanta facilità. Chi stava agendo in quel frangente sapeva come muoversi e accedere a quella parte della pattuglia che è off limits per intascarsi le armi oppure è stato facilitato da un malfunzionamento di uno dei sistemi, che ha spinto i carabinieri a riporre le mitragliette in un posto più accessibile e visibile da quello previsto, agevolando così involontariamente il furto?

Tutte supposizioni su cui, come si diceva, la Procura sta adesso cercando di fare chiarezza, nella speranza di trovare al più presto i responsabili, oltre che l’arma e le munizioni mancanti dall’inventario.

 

 

 

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