Economia e Lavoro
27 Febbraio 2024
Chiedono all'azienda "un vero cambio di rotta" e "uno stop alle attuali riorganizzazioni esasperate e pensate solo per ridurre il costo del lavoro"

Hera. I sindacati avviano la procedura di raffreddamento e conciliazione

di Redazione | 2 min

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Conoscere le esperienze, il percorso e la cultura di chi arriva nel nostro Paese per favorire l’integrazione e l’inserimento del mondo del lavoro. Questo il filo conduttore dell’evento “Accoglienza è futuro” organizzato da Anp-Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, l’associazione che riunisce i pensionati agricoltori

Freddi, anzi freddissimi i rapporti tra Hera e i sindacati che, insieme al Coordinamento Nazionale RSU, hanno deciso di avviare la Procedura di raffreddamento e conciliazione, inviando la richiesta ufficiale il 22 febbraio.

Secondo i sindacati Hera avrebbe “orientato il proprio indirizzo industriale ed  economico a favore dell’affermazione commerciale e finanziaria”. A riprova di questo le OO.SS. ricordano “il forte esborso di risorse economiche per l’aggiudicazione di sette lotti nella gara per il ‘Servizio a Tutele Graduali’, nonché l’erogazione di un extra dividendo, che pare teso a compiacere la comunità finanziaria, composta anche da  fondi speculativi privati internazionali”.

“È evidente – aggiungono – che Hera non vuole rispondere alle  richieste di miglioramento dei servizi erogati alle comunità locali, nonché agire a  favore del personale diretto e dell’indotto”.

Ad intervenire con una nota sono i sindacati nazionali Fp Cgil, Filctem Cgil, Uiltec, Uiltrasporti, Flaei Cisl, Fit Cisl, Femca Cisl, Fiadel e il coordinamento RSU Hera. 

Ricordano al Gruppo “che le ingenti risorse distribuite derivano in parte anche dai tagli sul personale diretto e dal risparmio sul costo del lavoro, generato dal continuo ricorso ad appalti e subappalti”. “Tagli ed esternalizzazioni – aggiungono – stanno causando un depauperamento del valore del lavoro che genera un  peggioramento del servizio alla comunità. Ribadiamo la ferma volontà di arginare  questa deriva puramente finanziaria e chiediamo anche alla Proprietà Pubblica: è  meglio optare per la logica dell’extra-dividendo sempre crescente o per un servizio e  un lavoro di qualità per la cittadinanza, i dipendenti e l’indotto?”. 

Per questo chiedono risposte e dicono “basta alle perdite di tempo”. Vogliono “un vero cambio di rotta dell’azienda, uno stop alle attuali riorganizzazioni esasperate e pensate solo per ridurre il costo del lavoro, e risposte sui perimetri di applicazione contrattuale coerenti ai servizi gestiti, sui processi di reinternalizzazione, sul  miglioramento delle condizioni dei lavoratori in appalto, sull’integrazione degli  organici attraverso un più puntuale turn-over”.  

“Il Gruppo Hera – conclude la nota – ha spinto il sindacato alla rottura: vorremmo  pensare non sia voluta. In ogni caso, ribadiamo a tutti, segnatamente alle  amministrazioni locali e alle comunità, che i sindacati sono assolutamente disponibili  a un confronto serio e costruttivo”.

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