Portomaggiore
21 Febbraio 2024
L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di delineare un «modello di politica che promuova l’integrazione interculturale»

Portomaggiore aderisce alla Rete Italiana “Città del Dialogo”

di Redazione | 3 min

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Portomaggiore. È stata approvata in Giunta l’adesione del Comune di Portomaggiore alla Rete Italiana delle “Città del Dialogo”, nata nel 2010 ed inserita nel “Programma delle Città Interculturali” (Icc) del Consiglio d’Europa che, attualmente, supporta 138 città in tutto il mondo a realizzare le finalità statutarie nell’attuazione di politiche interculturali e inclusive partendo dal presupposto che il dialogo costituisca sempre un vantaggio anche nelle politiche locali, favorendo lo scambio di buone pratiche, auspicando la costruzione di società più favorevoli all’equità e all’integrazione.

Le finalità della Rete sono molteplici: migliorare le competenze interculturali all’interno delle istituzioni locali, dei servizi pubblici, della società civile, del mondo della scuola, dell’impresa e dei “media”; promuovere azioni di sensibilizzazione ai valori positivi della diversità culturale; supportare attività positive per favorire l’incontro tra gruppi di cittadini diversi per cultura, etnia, lingua; e sostenere campagne nazionali per favorire la diversità, favorendo una politica di integrazione anche su scala sociale.

La Rete Italiana Città del Dialogo attualmente raccoglie circa 29 città fra le quali, oltre a Portomaggiore, diversi capoluoghi di regione e provincia come Arezzo, Bari, Forlì, Genova, Lodi, Messina, Milano, Olbia, Palermo, Ravenna, Reggio Emilia, Torino e Venezia. La rete italiana è la più numerosa fra i network nazionali ed è coordinata da Icei (Istituto Cooperazione Economica Internazionale) che ha sede a Milano.

Attraverso lo scambio di buone pratiche, la condivisione e lo sviluppo di progetti in rete sia in ambito nazionale che internazionale, le città aderenti alla rete collaborano con l’obiettivo comune di fare crescere le proprie comunità più coese e solidali attraverso la valorizzazione della diversità ed un approccio interculturale.

L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di delineare un «modello di politica che promuova l’integrazione interculturale», facendo propri gli strumenti messi a disposizione dalla rete del Consiglio d’Europa, calandoli nella realtà del territorio, attraverso una interlocuzione costante con la società, nelle sue diverse anime ed articolazioni.

Il sindaco Bernardi ha spinto molto su questa adesione: “L’obiettivo come abbiamo già anticipato in diverse occasioni è quello di fare un salto in avanti. Ci muoviamo rispetto alla precedente Consulta che abbiamo sospeso e lo vogliamo fare con l’aiuto di esperti internazionali e il confronto con città italiane, anche delle nostre stesse dimensioni, che vivono quotidianità e problemi simili ai nostri. La condivisione con altri ci dirà a che punto siamo con i progetti che abbiamo in campo e quali azioni concrete e progetti mettere in campo per migliorare la convivenza in maniera tangibile. Ci attendiamo molto dall’adesione a questa rete. Intanto continuiamo a lavorare eccome sull’integrazione, tramite progetti specifici, come stiamo facendo per la scuola, le questioni di vicinato e le aziende di servizi pubblici. Il futuro va in questa direzione e va governato e affrontato, senza nascondersi”.

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