Un anno e dieci mesi di pena da scontare agli arresti domiciliari, dopo aver risarcito il danno e restituito la refurtiva.
È quanto ieri (19 febbraio) hanno scelto di patteggiare i quattro uomini di nazionalità straniera che, lo scorso 26 novembre, erano stati arrestati a Lagosanto, dopo essere stati notati da un cittadino che, notandoli girare tra le case del centro tutti incappucciati e poi entrare di fretta in un’automobile e scappare, aveva immediatamente telefonato al 112.
I carabinieri, arrivati sul posto con le pattuglie di Lagosanto e del Norm di Comacchio, avevano così immediatamente intercettato l’Audi A4 Station Wagon con cui le quattro persone si stavano allontanando.
Nonostante i ripetuti alt e le sirene delle auto dei carabinieri, i quattro avevano continuato la loro corsa fino a una via chiusa lungo la Strada per Lagosanto. Qui avevano tentato la fuga a piedi nei campi, ma sono stati in breve raggiunti e bloccati dai militari dell’Arma.
A bordo del veicolo era stata trovata una valigia contente degli arnesi da scasso, accessori e abbigliamento per coprire il volto, oltre a vari monili in oro che erano appena stati rubati durante un furto in abitazione proprio nella via di Lagosanto in cui gli indagati erano stati notati dal residente.
E infatti, dopo le prime verifiche, si è scoperto che la porta di una casa di Lagosanto era stata forzata e dalla camera da letto mancava tutto l’oro, tra l’altro appartenente a un parente morto di recente.
I quattro sospettati, tutti di origini slave ma da anni in Italia, era quindi arrestati per furto e resistenza a pubblico ufficiale e, su disposizione del pm di turno, erano stati portati in carcere.
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