Cronaca
20 Febbraio 2024
Quattro detenuti sono finiti nei guai dopo aver utilizzato un microtelefono cellulare per comunicare con l'esterno, introdotto illegalmente da uno di loro

Usavano un microtelefono per comunicare dal carcere, in quattro a processo

di Davide Soattin | 2 min

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Quattro detenuti sono finiti nei guai dopo aver utilizzato un microtelefono cellulare per comunicare con l’esterno, introdotto illegalmente da uno di loro.

I fatti contestati sono avvenuti tra l’1 e il 25 febbraio 2021 nel carcere di via Arginone, a Ferrara. A finire nei guai un 30enne di nazionalità marocchina, un 34enne di origini dominicane (attualmente libero), un italiano di 54 anni e un 34enne tunisino (ora a Bologna), oggi accusati in concorso di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

La scoperta è arrivata dopo una perquisizione della polizia penitenziaria a carico del detenuto di origini marocchine. Nella sua cella, i secondini gli avevano trovato il telefono con cui, dal 17 al 25 febbraio 2021, aveva effettuato 89 chiamate e inviato 508 messaggi alla moglie.

Stesse contestazioni, si diceva, anche al detenuto originario della Repubblica Dominicana che, secondo la pubblica accusa, avrebbe effettuato 23 chiamate e inviato 19 messaggi a suoi due cugini, dall’1 al 20 febbraio.

Il telefono sarebbe poi stato passato in altre mani, quelle del 54enne italiano che, il 3 febbraio, avrebbe telefonato in due occasioni al fratello, mentre il 34enne tunisino, pochi giorni più tardi, il 9 febbraio, avrebbe inviato un messaggio alla sorella.

Quelle telefonate e quegli sms ‘proibiti’ non sono passati inosservati agli inquirenti e ora sono finiti al centro di un processo in tribunale a Ferrara.

La prossima udienza è fissata per il 20 maggio.

 

 

 

 

 

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