Eventi e cultura
12 Febbraio 2024
La regista milanese Andrée Ruth Shammah torna a Ferrara con l'opera di Giovanni Testori

L’irrefrenabile cuore di Maria Brasca al Teatro Claudio Abbado

di Redazione | 3 min

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di Federica Pezzoli

Dopo quello di Gabriele Lavia, la stagione di prosa del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara continua con un altro ritorno: la regista milanese Andrée Ruth Shammah ha portato in città “La Maria Brasca”, in scena venerdì 9 e sabato 10 febbraio 2024, con Marina Rocco, Mariella Valentini, Luca Sandri e Filippo Lai. Un doppio omaggio: a Giovanni Testori nel centenario della nascita (1923) e al Teatro Franco Parenti, che compie cinquant’anni.

“La Maria Brasca”, scritta da Testori nel 1959 fa parte del ciclo “I segreti di Milano”, una serie di storie che raccontano i margini della città all’inizio del grande boom economico che caratterizzò gli anni Sessanta del nostro Paese. L’opera debuttò nel 1960 con la regia di Mario Missiroli e Franca Valeri nei panni della protagonista.

Maria lavora come operaia in un calzettificio e ama, lei direbbe “con tutto il suo cuore”, un bellissimo ragazzo, Romeo, scansafatiche e scavezzacollo, più giovane di lei, al quale si dona totalmente, senza curarsi delle regole e delle dicerie di un mondo che ritiene falso e bigotto. A un certo punto però sarà costretta a fare i conti con quelle convenzioni che disprezza e dovrà tirar fuori “i denti e le unghie, come una tigre” per difendere e tenersi stretto “tutto ciò che ormai rappresenta la sua vita”.

Cuore, denti e unghie Maria Brasca ne ha in abbondanza, con anche un pizzico di irruenta sfrontatezza e la limpida ingenuità che le deriva dal non fare le cose di “scondone”. E poi c’è sua sorella Enrica, che la ospita in casa sua e di suo marito Angelo: lei è il buon senso, cerca di consigliare la sorella e di aprirle gli occhi, porta avanti la famiglia con abnegazione ed è capace di una lucida, rassegnata ironia sul suo ruolo di moglie.

La regia di Shammah esalta i ruoli femminili costruiti da Testori, Maria ed Enrica, due donne che sembrano agli antipodi per come vedono e vivono l’amore, le relazioni, il resto del mondo, ma che alla fine forse non sono poi così diverse. Entrambe donne forti, entrambe donne innamorate, entrambe donne con una straordinaria dignità. “La Maria Brasca” è una storia sull’amore, sull’orgoglio, sulla voglia di libertà e felicità. Disperazione e ostinazione, coraggio e determinazione, volontà di rivendicare la libertà di amare e di essere ciò che si vuole: sono i poli attorno ai quali ruota tutta la vicenda.

Marina Rocco, che raccoglie l’eredità non solo di Franca Valeri, ma anche di Adriana Asti (anche lei ricordata proprio all’aprirsi del sipario), dà vita a una Maria genuina e briosa ma risoluta, passionale ma cinica quando serve, alla costante ricerca della felicità, così preziosa e così rara. Solida interpretazione anche di Mariella Valentini, la sua Enrica è l’affidabile pragmaticità che fa da contraltare all’esuberante leggerezza di Maria-Marina.

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