“”L’albero di c.”, incontro con Marco Bresadola alla sala civica Costa
Giovedì 19 febbraio, alle 16.30, alla sala civica Costa il professor Marco Bresadola parlerà del medico Luigi Galvan per il nuovo appuntamento della rassegna “L’Albero di C.”
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Sabato 21 febbraio, alle 9:30, presso la Sala della Musica, la presentazione del libro di Maurizio Milano con l'avvocato Paride Casini, propongono un'analisi critica sul World Economic Forum di Davos e sulle strategie delle élite che mirano a ridefinire economia, società e libertà
Dal 18 febbraio al 19 marzo, è possibile candidarsi per il concorso Allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri
Tragedia nel tardo pomeriggio a Casumaro, dove intorno alle 19.30 si è verificato un incidente mortale lungo la via Correggio, all'altezza dell'incrocio con via Ferioli
Durante il pomeriggio dello scorso 16 febbraio, una pattuglia del Norm dei carabinieri di Ferrara è intervenuta nell'abitazione di una cittadina straniera che, terrorizzata, aveva contattato il numero di emergenza 112 per segnalare che l’ex compagno, era fuori dall'appartamento pretendendo di entrare
“In spregio alla storia e alla memoria”, e ancora, “soprintendenza, ma dov’è?”. A domandarselo è il gruppo Finalmente 2024 che nota le
decorazioni della Torre della Vittoria agghindata per San Valentino. Un “simbolo della lotta per la Libertà, usata per appendere, al pari di un chiodo, e a pari dignità, la cascata luminosa di cuoricini rossi”.
In città non sono i soli a domandarselo e a esprimere il loro malcontento. “Povera città – scrivono – e povera Storia, che non ha insegnato niente, a quanto pare, o non abbastanza”.
E così, “dopo i bagni chimici dell’estate sul sagrato del Duomo, arriva la colata di cuoricini rossi sulla Torre della Vittoria, quella che svetta fiera di fronte alla Cattedrale e che al suo interno custodisce – attenzione – niente popo di meno che le lapidi ai Caduti di guerra”.
Uno sfregio per il gruppo che vede un monumento importantissimo per la storia e la memoria della città usato “al pari di un attaccapanni, insomma. In totale spregio della storia e della bellezza”.
“Ferrara: una città felice? – concludono amaramente – Andiamo a votare, è meglio”.
Non manca di rispondere alle critiche il sindaco Alan Fabbri tramite i suoi canali social. “Mi dispiace – scrive – che a qualcuno non sia piaciuta l’installazione sulla Torre della Vittoria, ma non c’è mai stata l’intenzione di offendere qualcuno. Ne terremo sicuramente conto per le prossime volte, anche se, in fin dei conti, non trovo nulla di così ‘scandaloso’ o ‘vergognoso’. Sono solo cuori che celebrano l’amore universale”.
“Credo – conclude – che le luci portino sempre positività e spero che anche in questa occasione sappiate apprezzare gli sforzi fatti per rendere la nostra città più visitata e apprezzata dall’esterno”.
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