Prosegue il processo a carico di uno dei sei componenti della gang che, in una tarda serata di fine luglio scorso, in zona Gad, avevano accerchiato e colpito ripetutamente a suon di pugni un giovane studente universitario che stava rientrando da solo a casa in sella alla sua bicicletta, derubandolo dello smartphone, della cintura dei pantaloni e delle chiavi di casa.
I sei, alcuni italiani e altri stranieri, nessuno con precedenti, tutti residenti in provincia di Novara, erano stati immediatamente rintracciati dagli uomini della Squadra Mobile di Ferrara, insieme a quelli di Novara, grazie alla descrizione fornita dall’aggredito, e successivamente accusati di rapina e lesioni aggravate in concorso.
Per due di loro, poiché minorenni, aveva proceduto in maniera separata il tribunale dei minori di Bologna, mentre per gli altri quattro – tutti a cavallo dei vent’anni – il gip del tribunale di Ferrara aveva un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di dimora.
Nei mesi scorsi, tre di loro hanno scelto riti alternativi. Diversamente, l’ultimo dei quattro maggiorenni ha scelto di proseguire con rito ordinario e, nella prossima udienza del 20 marzo, il suo legale difensore, l’avvocato Cristian Altieri del foro di Ferrara, è ipotizzabile possa proporre un risarcimento danni alla vittima al fine di limitare la pena del suo assistito.
Al momento dell’aggressione, il ragazzo si era visto la strada sbarrata dal gruppo e non aveva potuto fare altro che arrestare la marcia. A quel punto gli era stato sferrato un pugno in un occhio che lo aveva fatto rovinare a terra, dove era stato poi colpito con calci e pugni e derubato, non senza aver ricevuto anche minacce e intimidazioni.
La vittima dopo l’aggressione era riuscita a trovare riparo presso l’abitazione di un suo amico, consentendo così l’intervento dei sanitari che gli avevano prestato le prime cure. Il ragazzo era stato successivamente trasportato all’ospedale di Cona per sottoporsi a più approfonditi accertamenti medici, che gli avevano riscontrato un trauma cranico e una contusione oculare.
Soltanto poche ore dopo una Volante della Questura di Ferrara aveva identificato, non lontano dal luogo dell’avvenuta aggressione, un gruppo di giovani corrispondenti alle descrizioni fornite e, durante le fasi del controllo, due di loro erano stati trovati in possesso dello smartphone e della cintura precedentemente rubati, mentre non sono state più rinvenute le chiavi dell’abitazione.
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