Riva del Po
23 Gennaio 2024
L'uomo era stato inizialmente portato in carcere con l'accusa di lesioni aggravate. I carabinieri lo avevano trovato con la mano destra fasciata e le scarpe sporche di sangue

Picchia la moglie che difende il figlio. Allontanato da casa tra le lacrime

di Davide Soattin | 2 min

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Arresto convalidato e allontanamento dalla casa familiare. Sono i provvedimenti che, durante l’udienza di lunedì (22 gennaio) mattina, il gip Carlo Negri del tribunale di Ferrara ha adottato nei confronti dell’uomo di nazionalità rumena che, nella serata di venerdì 19 gennaio, a Berra, nel territorio comunale di Riva del Po, avrebbe picchiato la moglie connazionale che ha cercato di proteggere uno dei suoi dieci figli dagli insulti e dalle parole dure con cui lo aveva verbalmente aggredito.

Stando a quanto si apprende, nella colluttazione con suo marito, la donna – che si trovava agli arresti domiciliari poiché pluripregiudicata – sarebbe stata colpita con alcuni pugni in faccia dall’uomo, che poi sarebbe uscito di casa e avrebbe tentato la fuga, facendo perdere inizialmente le sue tracce.

Ai carabinieri, intervenuti sul posto, la vittima avrebbe anche riferito di essere stata aggredita con alcune martellate alla testa. Una circostanza, questa, che però al momento non ha trovato riscontro poiché, trasportata all’ospedale col volto tumefatto, i sanitari del pronto soccorso non avrebbero trovato nulla di ciò, giudicando le sue escoriazioni ed ecchimosi guaribili con tre giorni di prognosi.

All’interno dell’abitazione è stato comunque trovato un martello che è stato prontamente sequestrato e sarà oggetto delle indagini coordinate dalla Procura di Ferrara.

Nel mentre, i militari del 112 hanno avviato le ricerche dell’uomo, trovandolo poco dopo a casa di un parente con ancora addosso i segni dell’aggressione: la mano destra fasciata e alcune gocce di sangue sulle scarpe, due particolari riconducibili ai colpi proibiti che avrebbe sferrato alla donna indifesa.

È stato così arrestato con l’accusa di lesioni aggravate nei confronti della moglie e, su disposizione del pm di turno Stefano Longhi, era stato trasferito nel carcere di via Arginone. Ora, rimesso in libertà, dopo l’esito dell’udienza di ieri a cui si è presentato piangendo, ha l’obbligo di allontanarsi dal domicilio in cui viveva con la famiglia.

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