Si fa largo l’ipotesi del patteggiamento per il 74enne educatore volontario di un’associazione di assistenza a persone disabili del territorio, oggi indagato dalla Procura di Ferrara perché avrebbe tentato di abusare sessualmente di un ragazzo di 46 anni affetto da sindrome di Down.
Nella giornata di ieri (mercoledì 17 gennaio) infatti, davanti al gip Silvia Marini, si è chiuso l’incidente probatorio con la discussione da parte dei periti dell’integrazione alla perizia sull’attendibilità delle dichiarazioni rese dalla presunta vittima durante l’audizione protetta avvenuta lo scorso ottobre in tribunale a Ferrara: era stata chiesta dall’avvocato Elisa Cavedagna, che difende l’anziano.
Presunta vittima che, secondo il parere fornito dagli esperti, pur nei limiti relativi alle proprie capacità cognitive, è stata considerata capace di testimoniare.
Il fatto, avvenuto in provincia di Ferrara, sarebbe risalente al 18 novembre 2022, quando i due protagonisti della vicenda – che già da tempo si conoscevano – sarebbero rimasti da soli, all’infuori della struttura, in circostanze finite al centro degli accertamenti svolti dagli investigatori.
Tutto, infatti, si basa sulla denuncia del 46enne e non ci sono testimoni che possono confermare quanto accaduto.
Stando a quanto si apprende inoltre, davanti alle domande degli inquirenti, il 74enne indagato – che per motivi precauzionali si è allontanato autonomamente dall’associazione con cui collaborava – aveva negato ogni suo coinvolgimento nella vicenda, respingendo i motivi per cui è finito sotto la lente degli uffici di via Mentessi.
Gli esiti della prima perizia poi, svolta sui telefoni cellulari dei due protagonisti della vicenda, non avevano fornito alcuna prova a favore della denuncia fatta, dando riscontro negativo.
Ora l’indagine torna nuovamente nelle mani del pm che, insieme alla difesa dell’indagato, starebbe valutando un patteggiamento con cui poter chiudere definitivamente la vicenda.
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