Gentile direttore,
sembra che stia impazzando un nuovo sport: il segavelox.
Mi si perdoni il tono goliardico per fatti estremamente seri: che, soprattutto, hanno rilevanza penale e che mi sento di non condividere, ma, anzi, che si devono condannare in modo fermo.
Se si sta intensificando molto quest’attività criminale, evidentemente esiste un problema.
Un problema per tanti automobilisti che ricevono sanzioni dai Comuni per aver superato anche solo di pochi km/h i limiti, imposti sulle strade con criteri tutt’altro che obiettivi, col solo scopo di far fare cassa all’Ente beneficiario, in nome di una sicurezza tutta da dimostrare. Oltre tutto abbiamo una situazione della viabilità da terzo mondo, mentre parte delle entrate da tali sanzioni servirebbero proprio per la loro manutenzione.
I sindaci beneficiano a piene mani di tali preziose entrate, visto che pare si siano assottigliati i trasferimenti dallo Stato nei bilanci comunali.
Altri stakeholders sono i costruttori di autovelox; le software houses che forniscono ai Comuni pacchetti completi per la compilazione e notifica dei verbali, nonché i ligi funzionari comunali che godono di benefit al conseguimento di obiettivi facilmente raggiungibili, grazie a tali tecnologie.
Sarebbe ora di voler vedere in modo obiettivo e sereno l’esistenza di un problema.
Chi potrebbe farlo, se non chi ha responsabilità in materia?
I sindaci, con troppa insistenza, chiedono le installazioni di nuovi autovelox, con la scusa della sicurezza; magari per nasconderli alla vista degli automobilisti in mezzo alla vegetazione, come a Mesola e Codigoro, per realizzare, così, maggiori entrate.
I prefetti in modo troppo leggero accettano i dati di incidentalità loro offerti dai Comuni, beneficiari di tali milionarie entrate.
Da ultimo, ma non ultimo, lo Stato da qualche anno ha imposto al cittadino il pagamento di un Diritto fisso per depositare un ricorso contro una sanzione ritenuta ingiusta presso la competente Cancelleria del GdP, il cui costo corrisponde (sarà un caso?) all’incirca alla sanzione ridotta, se pagata entro i cinque giorni dalla sua notifica, se non si sono superati i 10 Km/h: la gran parte delle violazioni.
Sia chiaro che, con ciò, non si vuol colpevolizzare Istituzioni o Pubbliche Amministrazioni; però i continui abbattimenti di pali degli autovelox, qualche cosa vorranno pur dire.
Cordiali saluti.
Lucio Maccapani
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