Poggio Renatico. Quella di Michael Mineo, il 23enne che venne trovato senza vita nel canale di scolo che scorre lungo via Scorsuro a Chiesa Nuova, frazione di Poggio Renatico, fu una morte dovuta ad annegamento.
Il ragazzo, infatti, sarebbe stato ancora vivo quando cadde autonomamente nel canale e, a seguito di un’asfissia meccanica causata dall’aver ingerito acqua, avrebbe purtroppo finito per perdere la vita.
Nei mesi scorsi, il gip Danilo Russo ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Stefano Longhi – titolare del fascicolo di indagine – in cui viene escluso qualsiasi coinvolgimento di altre persone nella tragedia avvenuta nella serata dello scorso 19 luglio.
Il dramma si era consumato intorno alle 20 quando il ragazzo, tornato a casa verso le 18, non si era presentato a tavola per la cena. Da lì partirono le ricerche dei genitori fino a quando il padre lo trovò riverso, a faccia in giù, in circa 70 centimetri d’acqua, nel canalino vicino all’abitazione in cui il giovane viveva con la famiglia.
L’uomo aveva immediatamente avvertito i soccorsi e, nel mentre, si sarebbe tuffato per cercare di tirare fuori il figlio, ma purtroppo era ormai già troppo tardi. Una volta sul posto, infatti, i vigili del fuoco e i sanitari del 118 con ambulanza e automedica, altro non poterono fare che constatarne il decesso.
Subito dopo l’accaduto, il pm Stefano Longhi dispose che sul corpo del 23enne fosse eseguita l’autopsia, incaricando il medico legale Alessandra Bergonzini di far luce su quanto accaduto e ricostruire gli ultimi istanti di vita del ragazzo. Poi, una volta avuto l’esito degli accertamenti, la conferma del decesso per annegamento.
Da qui, la richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore e il successivo accoglimento da parte del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Ferrara, che ha così segnato la chiusura del caso.
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