Egregio Direttore.
Abito in un palazzo adiacente ad un condominio al quale stanno facendo il cappotto, tanto di moda in questo periodo.
Ho notato che il cappotto è formato da tavole di polistirolo di spessore tra i 10 e 15 centimetri, che gli operai addetti debbono tagliare per adattarlo ai bordi delle finestre e delle porte per poi incollarlo al muro del palazzo. Tagliandolo il polistirolo produce briciole formate da palline dello spessore da uno a due millimetri che si spargono nell’aria, volando dove il vento le porta.
Oltre a questo inquinamento, mi chiedo come sarà fra 30/50 anni quando il polistirolo si sgretolerà e si staccherà dal muro senza che nessuno sia presente per raccoglierlo e smaltirlo adeguatamente.
Il mio pensiero mi porta a quando si usavano i fogli di amianto per le coperture dei palazzi, e che ora si sono dovute realizzare discariche apposite per evitare l’inquinamento da amianto; molto probabilmente in futuro sarà lo stesso problema anche per il polistirolo.
Maurizio Boccafogli