Accoltellata in casa dal marito: ferita donna di 60 anni
Momenti di forte tensione nelle prime ore della mattina di domenica 15 marzo a Ferrara, dove una donna di oltre sessant’anni è stata ferita con un coltello all’interno della propria abitazione
Momenti di forte tensione nelle prime ore della mattina di domenica 15 marzo a Ferrara, dove una donna di oltre sessant’anni è stata ferita con un coltello all’interno della propria abitazione
Una vicenda che definire “surreale” è forse riduttivo: a raccontarla è un cittadino ferrarese di 72 anni che da oltre un decennio convive con le conseguenze di un ictus cerebrale subito il 15 luglio 2010. La sua battaglia riguarda il rinnovo del contrassegno invalidi Cude
L’associazione dei dottorandi chiede di estendere l’aumento delle borse anche ai cicli già in corso e di ridurre il precariato accademico. Apertura dei vertici di Unife sulla rappresentanza di dottorandi e post-doc nel Senato accademico
Giovedì 12 si è tenuto l’incontro organizzato dal coordinamento di Libera Ferrara, rientrante nelle iniziative promosse dal comitato “Società civile per il no”. Presente anche il professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Paolo Veronesi
Nel Delta del Po, uno dei territori più colpiti in Europa dall’emergenza del granchio blu, un imprenditore polesano ha sviluppato un sistema innovativo che potrebbe permettere agli allevamenti di molluschi di tornare a produrre
Dieci mesi ciascuno. È quanto ha chiesto ieri (7 dicembre) – al termine della propria requisitoria – il pm Ciro Alberto Savino per i tre sanitari di una casa di cura privata della città finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo in concorso per la morte dell’82enne Francesca Branchini, avvenuta il 9 settembre 2017.
La donna, che aveva accusato forti dolori all’addome, si era recata inizialmente all’ospedale di Cona. Qui le era stato consigliato un ricovero di osservazione, ma tornò a casa. Salvo poi tornare il giorno successivo, per il peggioramento della situazione, e venne ricoverata nella casa di cura, dove le venne diagnosticata una sub occlusione intestinale, con prescrizione di terapia farmacologia.
La situazione non migliorò, tanto che venne trasportata d’urgenza nuovamente a Cona, dove morì nel pronto soccorso circa mezz’ora dopo il suo arrivo.
L’ipotesi della Procura è che i sanitari della casa di cura abbiano sottovalutato i sintomi ed effettuato una diagnosi non corretta. Secondo i consulenti del pm, infatti, la donna stava soffrendo per una occlusione intestinale, e non per una sub-occlusione, così come anche gli stessi periti nominati dal giudice hanno confermato nella loro relazione, durante l’ultima udienza.
Oltre a comprovare l’errore di valutazione dello stato di salute della vittima però, nei loro accertamenti, i due esperti hanno anche appurato che la donna, durante la propria degenza, non sarebbe stata adeguatamente idratata, fino al sopraggiungere dell’infarto che l’avrebbe stroncata.
Inizialmente era stato indagato anche il medico del pronto soccorso, che è stato assolto in rito abbreviato.
Per i tre sanitari rimasti a processo, difesi dagli avvocati Claudia Pelà e Paolo Cristofori, la sentenza è attesa per il 30 gennaio.
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