Cronaca
8 Dicembre 2023
La vicenda è quella relativa alla morte dell'82enne Francesca Branchini, avvenuta il 9 settembre 2017. La decisione del tribunale fissata per il 30 gennaio

Morì dopo il ricovero. La Procura chiede dieci mesi per tre sanitari

di Davide Soattin | 2 min

Leggi anche

Crisi Coperion. La Regione convoca il tavolo di salvaguardia

La Regione ha convocato lunedì 3 agosto il tavolo di salvaguardia per Coperion Spa, l’azienda del Ferrarese specializzata, in particolare, nel settore delle miscelazioni delle materie plastiche. Tavolo che si terrà nella sede di viale Aldo Moro alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia

Berco. “Due anni e ancora nessun piano industriale”

Sono passati due anni e ancora non c'è un piano industriale. È questa la grande preoccupazione dei sindacati al termine dell'incontro con ThyssenKrupp al Ministero delle imprese e del made in Italy, avvenuto nella mattinata del 29 luglio, per discutere di Berco

Fa il diavolo a quattro nel bar e aggredisce i carabinieri

Durante la tarda serata dello scorso 28 luglio, i carabinieri di Poggio Renatico - coadiuvati dai colleghi del Nucleo Radiomobile di Cento - hanno arrestato un 47enne che abita fuori provincia con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

Dieci mesi ciascuno. È quanto ha chiesto ieri (7 dicembre) – al termine della propria requisitoria – il pm Ciro Alberto Savino per i tre sanitari di una casa di cura privata della città finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo in concorso per la morte dell’82enne Francesca Branchini, avvenuta il 9 settembre 2017.

La donna, che aveva accusato forti dolori all’addome, si era recata inizialmente all’ospedale di Cona. Qui le era stato consigliato un ricovero di osservazione, ma tornò a casa. Salvo poi tornare il giorno successivo, per il peggioramento della situazione, e venne ricoverata nella casa di cura, dove le venne diagnosticata una sub occlusione intestinale, con prescrizione di terapia farmacologia.

La situazione non migliorò, tanto che venne trasportata d’urgenza nuovamente a Cona, dove morì nel pronto soccorso circa mezz’ora dopo il suo arrivo.

L’ipotesi della Procura è che i sanitari della casa di cura abbiano sottovalutato i sintomi ed effettuato una diagnosi non corretta. Secondo i consulenti del pm, infatti, la donna stava soffrendo per una occlusione intestinale, e non per una sub-occlusione, così come anche gli stessi periti nominati dal giudice hanno confermato nella loro relazione, durante l’ultima udienza.

Oltre a comprovare l’errore di valutazione dello stato di salute della vittima però, nei loro accertamenti, i due esperti hanno anche appurato che la donna, durante la propria degenza, non sarebbe stata adeguatamente idratata, fino al sopraggiungere dell’infarto che l’avrebbe stroncata.

Inizialmente era stato indagato anche il medico del pronto soccorso, che è stato assolto in rito abbreviato.

Per i tre sanitari rimasti a processo, difesi dagli avvocati Claudia Pelà e Paolo Cristofori, la sentenza è attesa per il 30 gennaio.

 

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com