Goro
4 Dicembre 2023
Per legge la misura è limitata all'agricoltura. Linea con Bruxelles per estenderlo a pesca e acquacoltura

Granchio blu. Si lavora sulla modifica al decreto sullo stato di calamità

di Redazione | 3 min

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Goro. Si è svolta in un clima sereno e propositivo presso la sala delle adunanze del Copego l’assemblea dei presidenti di cooperativa di Goro, Comacchio e Scardovari convocata per un confronto con il sen. Alberto Balboni sulla grave emergenza provocata dall’invasione del granchio blu. Erano presenti anche le associazioni di categoria e la sindaca di Goro Marika Bugnoli.

Balboni ha esordito affermando di voler fare una “operazione verità” per spiegare quali sono le iniziative che il governo ed ministero dell’Agricoltura sono in procinto di varare per sostenere il settore della pesca delle vongole e delle cozze così duramente provato da quella che Balboni ha definito “una autentica piaga biblica, cioè l’invasione di questa specie invasiva che sta desertificando i fondali del nostro mare”.

In premessa il senatore ha spiegato che la richiesta della dichiarazione di stato di emergenza, invocata ad agosto dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Regione Veneto e più volta reiterata, “non può purtroppo trovare accoglimento in quanto mancano i presupposti giuridici, come chiarito dalla struttura tecnica del Dipartimento della Protezione Civile, ripetutamente interpellata in merito in quanto il suo parere è vincolante per legge”.

“Insistere invocando una misura che la legge non consente – ha proseguito Balboni – non sarebbe né utile né onesto nei confronti delle imprese e delle famiglie in sofferenza”. Proprio “perché consapevole delle criticità che rendevano assai difficile percorrere questa via”, il governo – ha assicurato il parlamentare ferrarese – “si è orientato fin da subito ad esplorare la possibilità di dichiarare lo stato di calamità, in base al D. Lgs. 102/2004 e successive modifiche, che però non è applicabile alla pesca e all’acquacoltura, essendo limitato all’agricoltura”.

Il governo ha quindi avviato “un confronto informale con l’Ue per capire se una modifica del decreto legislativo. al fine di estenderlo anche a Pesca e/o Acquacoltura trovasse il consenso delle istituzioni europee, consenso necessario perchè si tratta di materia sottoposta ai vincoli europei in materia di aiuti di Stato”.

Nei giorni scorsi il confronto su questa modifica normativa sembra aver ottenuto il via libera di Bruxelles, “che appena sarà ufficializzato consentirà di varare senza ritardo una legge ad hoc”.

“Con la dichiarazione dello stato di calamità – ha aggiunto Balboni – sarà poi finalmente possibile procedere alla sospensione dei mutui e dei contributi previdenziali e assistenziali nei confronti delle cooperative e delle imprese colpite, oltre a varare misure di contrasto a questo fenomeno e di sostegno al reddito molto più efficaci, esattamente come avviene per gli agricoltori”.

Nel corso delle oltre tre ore di incontro sono stati esaminati molti altri aspetti tecnici legati ai due decreti varati dal governo per sostenere le prime misure di contrasto, per complessivi 12,9 milioni di euro con molti dei presenti che hanno avanzato suggerimenti e proposte che Balboni si è impegnato ad approfondire con il ministero e su cui si è impegnato a riferire l’esito.

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